Duecento incidenti al giorno sulle buche di Roma adesso indaga la Procura
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fonte:
- la Repubblica
un’ auto su dieci ha subito danni. il “piano marshall” della giunta: 17 milioni per sistemare le strade della capitale
roma Sulle buche di Roma, che nel 2018 hanno prodotto 189 incidenti al giorno, ora c’ è un’ inchiesta della procura. Nessun indagato, niente ipotesi di reato: l’ inchiesta fiorisce, quasi per obbligo, dagli esposti delle associazioni consumatori. Chiedono di indagare sulle responsabilità del dissesto stradale « alla luce dei possibili reati di omissione di atti d’ ufficio e abuso, interruzione di pubblico servizio, truffa e lesioni». Le buche di Roma spezzano le ginocchia e provocano sciatalgie ( riconosciute e quindi da rimborsare), fermano o deviano gli autobus, dirottano sull’ incidente pattuglie di vigili urbani ( distratte da altri servizi con costi surplus per la collettività). I numeri presentati dal Codacons illustrano una guerra urbana in corso, peggiorata negli ultimi dieci anni: grande crisi e tagli all’ assessorato ai Lavori pubblici. Dal 12 febbraio ad oggi gli incidenti collegabili a una buca per strada sono stati 4.347, un picco rispetto ai duemila al mese del 2017: piogge inusuali, poi neve e due notti di gelate hanno creato nuovi sprofondi, allargato quelli esistenti. Quattro strade di lunga percorrenza hanno il primato: Salaria, Prenestina, Flaminia, Cristoforo Colombo. Il Codacons dell’ arrembante Carlo Rienzi sostiene che un’ auto su dieci, nella Capitale, ha avuto danni da buche: 230mila veicoli di cui 80mila motorini. Gomme forate, cerchioni spaccati, parabrezza crepati. I risarcimenti chiesti al Comune per rotture meccaniche ammontano a un milione di euro: « La città sembra uscita da un bombardamento». Nella denuncia si chiede il sequestro di atti e documenti «riguardanti l’ affidamento delle opere di rifacimento e manutenzione del manto stradale di Roma Capitale». I carotaggi realizzati in proprio e consegnati alla magistratura dicono: «La percentuale di bitume riferita al peso della miscela è del 3,97 per cento quando i limiti Anas vanno dal 4,5 al 6,1 per cento». Sui social si ride sotto gli hashtag # cinebuche (” Profondo fosso” e “Sbanda coi lupi” i più votati), ma a Roma l’ associazione volontaria ” Tappami” interviene autonomamente da due anni: le trecento buche riparate per ora non si sono riaperte. Per il manto fessurato, da lunedì scorso a Roma sono stati chiusi ponti (il Palatino) e strade. Solo ieri tre autobus deviati in zona Vigna Murata, la linea 107 in tratti della Casilina, la 109 che corre su via Acilia: il vigile chiamato a gestire il traffico in zona è stato volontariamente investito. In diverse strade, tra cui la Tangenziale Est, si sono imposti i 30 chilometri l’ ora. Sulla via Ostiense, dove un’ auto è finita dentro una voragine colma d’ acqua, ieri mattina sono iniziati i rattoppi. Dopo un vertice con i quindici municipi il Campidoglio ha varato un “Piano Marshall”, definizione dell’ assessora Gatta: 17 milioni di euro per coprire 1.500 buche al giorno per un mese. Il Pd fa notare che tutte le gare d’ appalto su strade e alberi ( crollati e ammonticchiati, come dighe, ai lati delle strade) sono in ritardo. Per riparare seimila chilometri ammalorati da dieci anni – una buca ogni quindici metri, l’ 82 per cento delle strade colpito – servirebbe un miliardo di euro. Roma capitale ne ha tredici di debito. Nell’ XI Municipio, 150 mila abitanti, 400 chilometri di asfalto, c’ è un geometra addetto al controllo. Uno. – Ha collaborato Flaminia Savelli © RIPRODUZIONE RISERVATA FRANCESCO FOTIA.
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