7 Marzo 2018

Lo slalom nelle strade di Roma dove le buche diventano voragini

Agenzia Ansa, 27 febbraio 2018: “Roma, sos ghiaccio e buche. Raggi, sistema ha tenuto”. A quale “sistema” tuttavia la sindaca della capitale si riferisse, con le scuole chiuse per due giorni e il trasporto pubblico in tilt, non è molto chiaro. Certo non al “sistema” viario: dopo la nevicata le strade di Roma assomigliano tragicamente a quelle di una città che ha subito un bombardamento a tappeto. Non parliamo di piazza Venezia e via IV novembre, ormai un percorso di guerra noto nel mondo per la sua capacità di pregiudicare molle, balestre, cerchioni, carrozzerie e colonne vertebrali, tanto che i tassinari si sentono in dovere di rassicurare i turisti che non sono sulle montagne russe e purtroppo dovranno pagare la corsa. Mentre da anni, gratis, su quella pista disastrata di sampietrini le case motociclistiche collaudano la solidità delle carrozzerie che equipaggiano gli scooter. Dopo la nevicata di fine febbraio si fa a gara sui siti Internet e sui social per trovare la metafora più adatta a descrivere la situazione. C’ è chi scomoda la Parigi-Dakar e chi perfino azzarda il paragone con Kabul, tutti comunque convinti che il record di marzo 2017 sia stato largamente superato. Secondo l’ associazione dei consumatori Codacons le strade di Roma erano tempestate un anno fa da almeno diecimila buche. In quei giorni il senatore eletto con le liste montiane Aldo Di Biagio, già braccio destro al ministero dell’ Agricoltura del futuro sindaco di Roma Gianni Alemanno, finiva dentro una di quelle con il motorino fracassandosi la tibia: da cui la denuncia a Virginia Raggi per omissione di toppa e battaglia legale tuttora in corso. Una goccia nel mare di carte bollate, considerando che un anno fa erano pendenti 5.188 pratiche di risarcimento intentate contro il Campidoglio per i danni inferti da quelle maledette buche. Di queste, ben 1.949 erano già sfociate in cause davanti al tribunale. Naturalmente sarebbe ingeneroso caricare questa croce tutta sulle spalle della nuova amministrazione, viste le responsabilità di quelle che l’ hanno preceduta. Ma appare beffarda la coincidenza fra l’ incidente occorso al senatore e l’ avvio della “Operazione strade nuove”, l’ offensiva scatenata dal Comune di Roma contro quella micidiale groviera d’ asfalto. Senza immaginare che sarebbe bastata una nevicata per metterla in crisi. Chi usa la bicicletta, come il cronista che scrive, è in grado di documentare le cause che hanno determinato la sconcertante progressione dello sfacelo. La colpa non è sempre delle cattive condizioni delle strade, che l’ acqua e la neve certamente hanno peggiorato. Perché in molti casi c’ entrano, eccome, pure le manutenzioni. Capita quando il rifacimento del manto stradale è realizzato male e con uno strato di asfalto nuovo sottile come carta velina. Nelle crepe provocate facilmente dal transito di autobus e pullman l’ acqua si infiltra e ghiacciandosi spacca prima la leggera pellicola superficiale e poi quello che c’ è sotto. Aprendo ovunque voragini che si allargano e diventano sempre più profonde con il passaggio delle auto e dei mezzi più pesanti. Chiaro è che in queste condizioni, con la densità del traffico di Roma, la metropoli del pianeta Terra con più auto per abitanti, una manutenzione di qualità così scadente può ben poco. Ma confidiamo che la sindaca e i suoi collaboratori, al contrario di alcuni loro precedessori, ne siano pienamente coscienti. Al di là delle dichiarazioni che però farebbero immaginare il contrario. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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