3 Marzo 2018

Treni fermi per gelo e per disorganizzazione

la denuncia dei pendolari: «arrivati in ufficio nel primo pomeriggio anche dal levante»
Monica Bottino Duecento tecnici di RFI e delle ditte appaltatrici al lavoro per liberare dal ghiaccio le linee di alimentazione elettrica del nodo di Genova. Ma non basta. Il gelo continua a riformare manicotti di ghiaccio sui cavi elettrici e la captazione dell’ energia per far andare i treni è bloccata. Così anche ieri in mattinata la circolazione era sospesa sulle linee Genova – Savona, Genova – Torino, Genova – Milano, Parma – La Spezia e Cuneo – Limone. I pendolari hanno annunciato un esposto del Codacons alle Procure della Repubblica di Genova, Imperia, Savona e La Spezia. «Migliaia di pendolari stanno vivendo in queste ore una odissea a causa del blocco della circolazione ferroviaria su numerose linee regionali tra cui la Genova -Milano, Genova -Torino, Genova -Savona e Parma La Spezia – denuncia il presidente Carlo Rienzi -. Disagi del tutto ingiustificati dal momento che il maltempo e le basse temperature erano previste da giorni e dovevano essere adottate tutte le misure utili a garantire la regolarità del servizio. Per tale motivo abbiamo deciso di presentare oggi un esposto alle Procure della Liguria, affinché aprano indagini urgenti sul territorio di competenza verificando le responsabilità del gestore ferroviario alla luce dell’ ipotesi di interruzione di pubblico servizio». «I cittadini coinvolti nei disagi odierni devono essere risarciti per i danni subiti, e in tal senso Trenitalia deve disporre precisi indennizzi in favore dei viaggiatori – aggiunge il Codacons -. In ogni caso i passeggeri possono avanzare richiesta di risarcimento utilizzando l’ apposito modulo pubblicato sul sito www.codacons.it ». Imbufaliti i pendolari. Anche quelli del levante che scrivono parole durissime a poche settimane dalla firma da parte della Regione del nuovo contratto di servizio con Trenitalia. «Giusto il 19 febbraio lamentavamo l’ approssimazione con cui RFI e Trenitalia stavano gestendo i primi avvertimenti di mal tempo, ora purtroppo ci troviamo nel più totale disastro. Eppure sono passati neanche due mesi da quel 12 gennaio in cui l’ assessore Berrino assicurava che non ci sarebbero più stati problemi per il mal tempo come quelli avvenuti nei mesi scorsi, che non c’ era al cun ostacolo alla firma del nuovo contratto di servizio. Il risultato è che almeno un 75 per cento della Liguria stamattina (ieri, ndr) è rimasta paralizzata per scambi e linee elettriche ghiacciate e quel 25% di regione in cui si sarebbe potuto circolare è rimasto paralizzato per disorganizzazione. L’ unica nota positiva del frazionamento della linea ferroviaria attuato con il cadenzamento del dicembre 2015 poteva essere proprio il permettere il mantenimento della circolazione in aree delimitate della regione. Oggi però abbiamo visto che, nonostante tra Sestri Levante e Genova Brignole non ci fossero problemi di sorta, la struttura preposta non è stata in grado di gestire in maniera adeguata la situazione, probabilmente concentrando tutte le risorse nelle aree più critiche, non dando la dovuta attenzione all’ unico territorio in cui si poteva mantenere un servizio se pur limitato nella tratta e nella frequenza. Il risultato è stato che l’ unico treno in partenza da levante che è riuscito ad arrivare a Genova Brignole è il treno 11220 in partenza da Sestri Levante alle 5:47, dopo il dramma più totale. Tanti viaggiatori si sono trovati bloccati per ore a Quarto, Recco, Santa Margherita Ligure e Chiavari. I più fortunati hanno trovato un treno che dopo ore li ha riportati a casa, i più audaci sono arrivati in ufficio all’ ora di pranzo o nel primo pomeriggio. Questo non è servizio pubblico, questo non è il servizio per cui paghiamo».
monica bottino

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