Disabili per un giorno nella Roma ad ostacoli
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fonte:
- Avvenire
ROMA Basta far arrivare lo sguardo nei negozi attorno alla fontana della Barcaccia per rendersi conto che, a volte per pochi centimetri, altre anche per un gradone di venti, un disabile in carrozzina non entra. Ma non solo nelle boutique del lusso, perfino la farmacia nella centralissima piazza di Spagna diventa inaccessibile, come pure il bar e il ristorante che affaccia proprio su Trinità dei Monti. Eppure in pochi, prima di essersi messi nei panni di un «carrozzato vero», lo avevano notato finora. Come le immense difficoltà di poter solo fare una passeggiata per le principali vie della Capitale. Ad aprirgli gli occhi il Disability Day, l’ iniziativa in cui ieri per poco più di quindici minuti si è chiesto a passanti e commercianti di piazza di Spagna di farsi un passeggiata sulla quattro ruote elettrica per disabili insieme a loro, per guardare con i propri occhi tutte le difficoltà pratiche che quotidianamente affrontano queste persone. Una «giornata di sensibilizzazione pratica e sul campo», organizzata da una rete di associazioni che stanno preparando il Disability Pride Italia 2018 il 15 luglio prossimo a Roma, tra cui appunto Anmil, Centro servizi per il volontariato, Codacons, Duchenne parent project onlus. E paradossalmente, stavolta, i più in difficoltà sono proprio i ‘normodotati’. Scendendo giù per via Condotti, infatti, anche il piacere di un giro di shopping diventa un inferno. Scalini, niente rampe d’ accesso quasi ovunque tranne che da Bulgari e quando va bene – come nel caso di Gucci – c’ è una pedana mobile che viene tirata fuori all’ occorrenza. Anche se traballante, tuttavia, riesce almeno a far vedere il negozio ad un disabile. Non va meglio nei bar, dove nel bagno con tanto di simbolo per disabili però una carrozzina non riesce nemmeno a passare dalla porta. «In molti hanno timore a sedersi per essere per un momento un disabile». Guido si presenta come «carrozzato vero da 30 anni» e ieri mattina ha accompagnato alcuni commercianti del centro nella passeggiata in carrozzella. «Sono mortificato, voi avete ragione, ma non sono io che decido», «vi capisco, ma queste scelte in negozio non dipendono da me», le risposte che più spesso si è sentito dire questo singolare cicerone. Poi è la volta di alcuni ragazzi che solo stando seduti in sedia a rotelle per venti minuti si sono resi conto «dell’ impossibilità per un disabile non solo di entrare in molti bar, ma anche di poter prendere un caffè al bancone, perché è troppo alto». Gesti abituali, che una volta costretti in carrozzella dalla malattia diventano impossibili. Come andare in farmacia. Il titolare, mortificato, dice che all’ occorrenza fanno salire il gradino ai disabili alzando la carrozzina, ma «come si fa con quelle elettriche più pesanti?» si chiede Gianni, convinto che però la giornata «servirà a far cambiare prospettiva alla genta». Tuttavia per adesso, in quella farmacia, o si serve il cliente in strada o tocca cambiare negozio di medicine. «Vogliamo innanzitutto abbattere le barriere culturali del noi e loro, disabili e abili – spiega il coordinatore del comitato organizzatore Carmelo Comisi – per far capire a tutti il senso di impotenza ed esclusione che viviamo anche per fare le azioni più banali ». Come andare in un negozio. «Ai commercianti vorremmo far capire che ci sono problemi da risolvere per l’ accessibilità di tutti – continua – prima che arrivi la legge e la relativa sanzione ad imporlo». RIPRODUZIONE RISERVATA
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