26 Febbraio 2018

Stop al canone Rai se over 75 ma il malumore non cessa

il governo gentiloni ha esteso la platea di chi può beneficiare dell’ esenzione perplesse le associazioni dei consumatori e critiche dall’ opposizione politicail decreto
di Maura Delle CasewUDINEC’ è poco da fare. Nonostante il calo a 90 euro, il canone Rai resta la tassa più invisa alle tasche degli italiani. Anziani in particolare, costretti a far quadrare i conti con pensioni generalmente risicate. Novanta euro per loro sono tutt’ altro che un dettaglio, anche se spalmati in 10 rate (a partire da gennaio) addebitate automaticamente sulla bolletta elettrica. Ne prende atto ancora una volta il governo di Paolo Gentiloni decidendo, a un passo dalle Politiche del 4 marzo, d’ intervenire nuovamente aumentando la fascia di esenzione per la popolazione over 75 meno abbiente. Il premier lo ha annunciato a margine della firma da parte del ministro dell’ Economia e dello Sviluppo economico del decreto per l’ aumento della fascia di esenzione: la misura fa salire a 8 mila euro (dai 6.713,98 precedenti) il reddito che consente a quanti hanno superato i 75 anni d’ età di non pagare la tassa.Canone addioDopo una vita, possono dirlo altri 232 mila abbonati over 75 che si aggiungono ai 115 mila 500 già esenti per un totale di circa 350 mila anziani liberati dal peso dell’ odioso abbonamento. Ante intervento, il tetto reddituale per l’ accesso all’ esenzione si fermava a 6.713,98 euro, il governo lo ha portato come detto a quota 8 mila, ampliando così la platea dei beneficiari, composta per lo più da nuclei familiari composti da una sola persona.Mamma Rai dice sìL’ impatto sulle entrate della televisione di Stato ci saranno, eppure l’ azienda di viale Mazzini ha preso «positivamente atto del provvedimento del governo». «La disposizione, volta a promuovere l’ inclusione sociale, è in linea con analoghe misure già in atto per i principali broadcaster pubblici europei – ha aggiunto in una nota la Rai – ed è in completa sintonia con i principi di uguaglianza sostanziale e di libero accesso all’ informazione sanciti dalla Costituzione e propri della nostra mission. Il sostegno alle fasce più deboli della popolazione rappresenta un valore imprescindibile per il servizio pubblico».Misura tardivaCodacons non è tenero. Per l’ associazione di difesa dei consumatori e degli utenti l’ iniziativa «non è un regalo ma un atto dovuto e, in ogni caso, tardivo». Parola di Carlo Rienzi, numero uno del sodalizio nazionale. «Più che gioire per il provvedimento – dice -, siamo molto arrabbiati per il ritardo immane con cui è giunta questa esenzione». Dal canto suo, l’ Unione Nazionale Consumatori approva la misura, ma chiede la restituzione degli importi versati dal 2016. Mancetta elettorale? L’ annuncio del provvedimento in zona Cesarini ha scatenato le opposizioni. «Venghino signori venghino, vi promettiamo tutto, anche la luna… In questi suoi ultimi scampoli, il governo Pd sta regalando soldi a pioggia a tutti», afferma Roberto Calderoli della Lega. Critico anche il Movimento 5 Stelle. «Se avessero da subito, come proponevamo noi, deciso di usare l’ extra-gettito del canone per aumentare le esenzioni avremmo ottenuto prima questo risultato – afferma la deputata Mirella Liuzzi -. Invece Gentiloni usa gli anziani per la sua campagna elettorale. In modo squallido e ipocrita». Il Pd soccorre il Governo e difende la scelta annunciata dal premier. «Dimostra che il canone si può ridurre ancora – dice Michele Anzaldi -: i governi Pd guidati da Renzi e Gentiloni sono gli unici ad averlo fatto».Come chiedere l’ esenzioneL’ esenzione non è automatica. Per accedervi, oltre al requisito anagrafico e reddituale, bisogna avanzare idonea richiesta all’ Agenzia delle entrate. Si presenta una volta sola e in caso di requisiti di reddito limitati si rinnova automaticamente. La scadenza per presentare la domanda è fissata al 30 aprile, dopo quella data e fino al 31 luglio le domande varranno per l’ esenzione dal pagamento del secondo semestre. L’ abbonato dovrà compilare una richiesta zio e sostitutiva e inviarla o consegnarla di persona all’ ufficio territoriale delle Entrate insieme alla copia di un documento di identità.Ottanta candelineLe ha appena soffiate il canone Rai, istituito dal governo di Benito Mussolini con il regio decreto 246 del 2 febbraio 1938 per finanziare la propaganda del regime fascista. La televisione muoveva allora i primi passi ed era relegata ai salotti più abbienti. Così, il canone venne richiesto inizialmente ai possessori di apparecchi radio e solo dagli anni Cinquanta in poi per il possesso del televisore. Quanto costava? Otto lire nel 1938, 15 mila lire nel 1954, nel 1977 se ne pagavano 25 mila per la TV in bianco e nero, 49 mila per quella a colori.©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this