23 Febbraio 2018

Agrigento, vertice in prefettura sui cani uccisi

il sindaco di sciacca riferisce al comitato per l’ ordine pubblico. scontro fra la regione e l’ associazione di volontari oipa
Anche a Licata sale la preoccupazione. Il commissario al Comune, Maria Grazia Brandara, ha chiesto ai funzionari una relazione sulla funzionalità del canile e del servizio di accalappiamento. Giuseppe Pantano Alan David Scifo OOO Il Comitato per l’ ordine e la sicurezza pubblica della provincia di Agrigento, presieduto dal prefetto, Dario Caputo, si è occupato della strage di cani avvenuta a Sciacca con 27 randagi avvelenati in contrada Muciare. Il sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, ha illustrato la situazione nel corso di una riunione, in Prefettura. Ha parlato di quello che è accaduto, del fenomeno del randagismo, della bonifica del territorio e del salvataggio di dieci cani trasferiti all’ Oasi di Santa Margherita Belice. Altri dieci sono stati, invece, prelevati dall’ area privata infestata da esche velenose e trasferiti in un canile convenzionato. «Ci sono già arrivate diverse richieste di adozione da parte di associazioni, ma anche di privati che vogliono adottare cani di Sciacca», dicono il sindaco e l’ assessore comunale all’ Ambiente, Paolo Mandracchia. L’ amministrazione comunale darà in affidamento animali che si trovano all’ interno dei canili convenzionati, già sterilizzati, vaccinati e microchippati. Il Comune, inoltre, d’ intesa con il Wwf, intervenuto ieri a Sciacca con Ennio Bonfanti, coordinatore regionale delle Guardie Ambientali dell’ associazione ambientalista, promuoverà una campagna per l’ adozione dei cani. «Si sta intensificando la sterilizzazione dei randagi vaganti nel nostro territorio, che sono oltre 200 – dice il sindaco Valenti – ma se non ci sono strutture idonee per la custodia degli animali, visto che quelle convenzionate ne ospitano già 229 e sono piene, rischiamo di non potere andare avanti». Intanto, l’ Oipa, l’ organizzazione internazionale protezione animali, si ribella a quanto affermato da Antonio Virga, dirigente responsabile alla Regione del servizio Sanità veterinaria, circa l’ applicazione della legge regionale (la numero 15 del 2000). Virga ha parlato dell’ esigenza di bloccare un giro di denaro che si celerebbe dietro adozioni effettuate da associazioni di volontariato o da privati. Dura la replica: «Le affermazioni di Antonio Virga – scrive l’ associazione in una nota – infangano l’ immane impegno che migliaia di volontari siciliani dedicano ogni giorno a colmare il vuoto lasciato dai Comuni inadempienti. Il dirigente dipinge un quadro irrealistico, in quanto a fronte di situazioni in cui il meccanismo delle adozioni non è trasparente, c’ è una realtà consolidata fatta da migliaia di cani salvati da situazioni di pericolo, curati e dati in adozione da associazioni di protezione animali serie, riconosciute a livello nazionale, che operano con professionalità in una terra che troppo spesso sembra “di nessuno». «Fermate la strage dei cani in Sicilia» è l’ appello lanciato dal segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, che dà vita a una task force di legali, guidata dalla penalista Giuseppina Chiara Reale, che è pronta a dare assistenza a tutte le associazioni animaliste siciliane. Tanasi lancia l’ appello a tutti i comuni siciliani e alla Regione con la proposta di istituire una taglia di 50 mila euro a favore di chiunque identifichi i responsabili della strage o riesca a permetterne l’ identificazione. A Licata, intanto, il commissario al Comune, Maria Grazia Brandara, nel corso di una riunione con i funzionari comunali, ha chiesto una dettagliata relazione sulla funzionalità del canile e del servizio di accalappiamento e cura dei cani randagi. (*GP -ADS*) CRONACHE SICILIANE.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this