Il Codacons: il sindaco faccia un passo indietro
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fonte:
- Il Giorno
– CANTÙ – NON BASTAVANO gli strali e gli inviti a dimettersi da parte delle minoranze, adesso a chiedere al sindaco Edgardo Arosio di fare al più presto un passo indietro c’ è anche il Codacons, che si lamenta perché i costi della battaglia legale sono finora stati addebitati alla collettività dal momento che a pagare gli onorari dei legali è stato il Comune. «Nella sentenza con cui il Tar ha respinto l’ annullamento dell’ appalto per i trasporti funebri deciso, nel luglio scorso, dal Comune con procedura di autotutela, si legge che “non risultano minimamente provate le ragioni di pubblico interesse con le quali il Comune ha motivato l’ annullamento dell’ appalto”. Non solo, in un altro passo i giudici sostengono che “appare arduo sostenere che la questione relativa alla figura del sindaco possa assurgere a mera occasione del procedimento di autotutela, trovando semmai in quest’ ultimo la propria vera causa nella necessità di rimuovere la situazione di incompatibilità». Da qui la richiesta avanzata a sindaco e Giunta di fermarsi. «Tutta questa vicenda è già costata ai cittadini canturini 35mila euro più la condanna al pagamento delle spese liquidate dal Tar Lombardia – prosegue l’ associazione dei consumatori -. Quali altri costi a carico dei cittadini si dovranno ora affrontare per il giudizio davanti al Consiglio di Stato voluto e deliberato dalla Giunta?». ULTERIORE benzina sul fuoco in vista del consiglio comunale che il 5 marzo dovrà discutere l’ incompatibilità del sindaco. Ieri sera i capigruppo si sono ritrovati in municipio per decidere soprattutto la procedura da seguire, anche se molto probabilmente si ripeterà l’ iter del luglio scorso con una prima seduta in cui verrà sollevata la questione di incompatibilità e una nuova seduta, da proclamare entro dieci giorni, per permettere al sindaco di controbattere. Entro i successivi dieci giorni, quindi non oltre un mese dalla prima riunione, il primo cittadino verrà dichiarato decaduto se nel frattempo l’ incompatibilità non sarà rimossa. L’ unica via d’ uscita potrebbe essere la sospensione dell’ esecutività della sentenza del Tar da chiedere, nei prossimi giorni, attraverso un ricorso al Consiglio di Stato. L’ unico modo di guadagnare ancora qualche mese di tempo.Ro.Can. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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