Coopca, chiesta la chiamata in causa della Regione e di tre associazioni
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fonte:
- Il Gazzettino
`anche bankitalia vuole costituirsi parte civile ieri l’ udienza preliminare a carico di 16 accusati `seduta aggiornata al prossimo 6 aprile i risparmiatori: «adesso vogliamo giustizia»
IL CASO UDINE In Tribunale a Udine è cominciata ieri mattina con le richieste di costituzione di parte civile, l’ udienza preliminare a carico di 16 tra ex vertici, componenti del cda e sindaci per il crack della storica Cooperativa carnica di consumo, la Coopca. Oltre a una sessantina di persone fisiche, tra ex azionisti e soci prestatori, dinnanzi al giudice per le udienze preliminari Daniele Faleschini Barnaba, hanno chiesto di costituirsi in giudizio come parte civile così pure – ed è stata la novità di giornata – anche la Banca d’ Italia che va ad affiancarsi al Comitato soci Coopca, il Movimento a difesa del cittadino, regionale e nazionale, il Codacons del Friuli Venezia Giulia e il liquidatore di Coopca. I legali di alcune parti civili, tra cui l’ avvocato Gianberto Zilli che tutela sia alcune persone fisiche sia il comitato, hanno chiesto anche la chiamata in causa per responsabilità civile, per omessa vigilanza, della Regione Fvg, e delle tre associazioni cooperative che negli anni avrebbero svolto l’ attività di controllo su Coopca, ovvero Legacoop, Confcooperative e Agci. IL QUADRO L’ udienza è stata rinviata al 6 aprile 2018 dopo che le difese degli imputati hanno chiesto tempo con l’ obiettivo di valutare tutti i presupposti dei soggetti che hanno presentato la richiesta di costituzione di parte civile. I capi d’ accusa emessi dal pm Elisa Calligaris nei confronti di persone che hanno rivestito ruoli chiave nell’ ex cooperativa sono l’ ipotesi di bancarotta per distrazione aggravata, di bancarotta per avere aggravato la situazione di dissesto finanziario con operazioni imprudenti, di bancarotta per avere occultato lo stato di dissesto mediante false comunicazioni sociali, come la lettera del luglio 2014 con la quale si invitavano soci e azionisti a ulteriori depositi e di illecita distribuzioni di utili. Ma c’ è anche l’ ipotesi di esercizio abusivo dell’ attività bancaria e per alcuni quella di truffa nei confronti dei soci azionisti. Dei sedici imputati solo una ha richiesto il rito alternativo per giudizio abbreviato. «Il fatto che la Banca d’ Italia abbia richiesto di costituirsi parte civile, nello specifico per il capo d’ imputazione relativo all’ esercizio abusivo dell’ attività bancaria è un segnale importate ha spiegato Zilli – significa che l’ istituto, così come accaduto nei processi per le banche venete, non ritiene del tutto infondate le osservazioni mosse dal comitato in sede di denuncia e poi quanto accertato dalla Procura nelle sue indagini». Zilli, in rappresentanza di 14 soci azionisti e 44 prestatori oltre che del comitato, ha segnalato come lo stesso sodalizio sia stato riconosciuto come entità a sé. «Non ambiamo in questo caso a ristori di tipo economico ma solo per sostenere l’ attività penale del pubblico ministero». LA RABBIA Si erano dati appuntamento per le ore nove fuori dal Palazzo di Giustizia, alla fine hanno risposto in circa una ventina. I soci prestatori ed azionisti di Coopca chiedono che non si spenga l’ eco mediatica sulle loro drammatiche vicende a causa delle quali si sono visti disperdere tutti i risparmi di una vita. «Vogliamo giustizia e abbiamo fiducia nella magistratura ha spiegato il portavoce del Comitato Giuseppe Fabbro cercheremo di recuperare il 100% di quanto abbiamo perso». In particolare i più penalizzati sono stati proprio gli azionisti, esclusi anche dall’ atto liberale di Coop Alleanza 3.0: «Abbiamo fatto presente al gup che nei nostri confronti non è stata consumata una truffa istantanea, attuatasi quindi in un solo atto, ma una truffa continuata nel tempo – ha dichiarato Alberto Barazzutti – perché durante gli anni sono state fornite false informazioni sullo stato patrimoniale dell’ azienda e rassicurazioni sulla forma dei soldi depositati, poi però la truffa è venuta alla luce quando la Coopca ha portato i libri contabili in tribunale». David Zanirato © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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