8 Febbraio 2018

Cav e Salvini divisi dal condono

Yasmin Inangiray ROMA L’ eterno duello tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo le divisioni sull’ abolizione o meno della legge Fornero, ad allontanare i due alleati è il condono edilizio. Ospite di Radio 24, il leader di Forza Italia annuncia un «cambio di regole» sull’ edilizia. «Chi deve costruire una casa o aprire un’ attività commerciale non dovrà aspettare anni per permessi e licenze». Il Cavaliere non usa in modo esplicito la parola condono, ma nemmeno nega la possibilità: «Chiamatelo come volete – dice – l’ importante è che si cambino queste regole attuali». Immediato il niet del leader della Lega: «Dico no, dico fortemente no a ogni ipotesi di condono per abusi edilizi». Contraria ad una sanatoria tout court anche Giorgia Meloni che però invita a distinguere «i casi di chi aveva una necessità da chi non ce l’ aveva e questo vale sia per le cartelle esattoriali che per le case abusive». Un tema insomma che divide i tre leader, tanto da costringere l’ ex premier a correggere il tiro per evitare che l’ immagine di una coalizione spaccata incida sui sondaggi. Berlusconi «non ha parlato di un condono, ma di una semplificazione amministrativa per quanto riguarda l’ inizio dei lavori edilizi», chiarisce lo staff del leader azzurro. Ma la precisazione non ottiene l’ effetto sperato e contro l’ ipotesi di una sanatoria edilizia insorgono le altre forze politiche. Matteo Renzi su Facebook parla di «fantasia al potere. Berlusconi – scrive il segretario Pd – propone un condono edilizio. E capisci che mancano tre settimane alle elezioni». Più duro il leader di LeU Piero Grasso: il condono edilizio «non è una cosa consona per la democrazia». Non risparmia critiche nemmeno il Movimento Cinque Stelle che accusa l’ ex premier di fare «la costruzione selvaggia come promessa elettorale. È vergognoso». Critici anche Legambiente e Codacons che parla di «proposta immorale che mette a rischio la vita di milioni di cittadini». E se l’ idea di un condono spariglia gli equilibri nel centrodestra, ad alzare la tensione continua ad essere la manifestazione “anti inciucio” organizzata dalla Meloni per il 18 febbraio. Invito declinato sia dal leader della Lega che dal Cavaliere che boccia l’ iniziativa perchè «dannosa, darebbe l’ impressione ai nostri elettori che ci sia la possibilità di accordi con la sinistra, ipotesi che non c’ è». Il segretario del Carroccio ha però ribadito che la Lega non farà accordi – «Chi vota la Lega manda a casa Renzi» – alza ancora una volta i toni contro l’ Europa, finendo con l’ attirarsi le critiche del capo di Nci Raffaele Fitto («Il centrodestra che abbiamo in mente deve proporsi come forza seria e responsabile di governo»), ma soprattutto si lascia andare ad un commento choc davanti alla proposta di iscriverse il suo nome all’ anagrafe antifascista di Stazzema: «L’ anagrafe io la lascerei per l’ anagrafe canina. Sono contro i regimi, sono pacifico, nonviolento. Rossi e neri hanno creato abbastanza disastri, sono stati condannati dalla storia».

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