7 Febbraio 2018

Istat: la ripresa perde d’intensità, ma Piazza Affari sale

 

di Francesca Gerosa La ripresa economica perde d’intensità. E’ il monito dell’Istat nella sua nota sull’andamento dell’economia italiana, un alert che non ferma il recupero di Piazza Affari. Ora l’indice Ftse Mib guadagna lo 0,48% e si riporta a 22.455 punti. “La lieve riduzione dell’indicatore anticipatore, che si mantiene comunque su livelli elevati, delinea uno scenario di minore intensità della crescita economica” si legge nella nota dell’Istat che spiega che “in un quadro di forte espansione del commercio mondiale, prosegue l’andamento positivo delle esportazioni italiane”.

La produzione del settore manifatturiero registra, invece, qualche segnale di rallentamento. In presenza di un aumento del potere di acquisto delle famiglie, aumenta la propensione al risparmio. “L’inflazione si conferma moderata e in ripiegamento”. Più nel dettaglio, segnala l’Istat, “la fiducia dei consumatori e delle imprese segna una battuta di arresto. A gennaio il clima di fiducia dei consumatori è diminuito dopo il forte aumento registrato il mese precedente: i giudizi dei consumatori sulla situazione economica del Paese sono in miglioramento, mentre le aspettative registrano un calo”.

Inoltre, l’indice composito del clima di fiducia delle imprese ha segnato un calo ancora più marcato, determinato in larga misura dalla flessione nei servizi mentre il clima di fiducia delle imprese manifatturiere si mantiene sui livelli dei mesi precedenti. In particolare, migliorano i giudizi sulle attese di produzione ma peggiorano i giudizi sugli ordini e aumentano quelli sulle scorte di prodotti finiti.

Da segnalare che oggi l’Istat ha pubblicato anche il dato sulle vendite al dettaglio a dicembre, in calo , rispetto al mese precedente, dello 0,3% sia in valore sia in volume. In particolare, diminuiscono sia le vendite di beni alimentari sia quelle di beni non alimentari (rispettivamente dello 0,2% e dello 0,3%, in valore e in volume). Nel confronto con il mese di dicembre 2016, le vendite al dettaglio registrano una flessione dello 0,1% in valore e dello 0,9% in volume. Segno che “i consumi delle famiglie non ripartono come dovrebbero, e anche durante l’ultimo Natale si è registrata una contrazione degli acquisti”, ha sottolineato il Codacons secondo cui i dati Istat sulle vendite nel settore del commercio tradizionale confermano in pieno gli allarmi lanciati a più riprese dall’associazione.

“L’indagine dell’Istat rivela non solo la mancata ripresa delle vendite, ma anche una profonda modifica delle abitudini degli italiani, che stanno progressivamente abbandonando i negozi tradizionali in favore dei discount, unici esercizi che registrano performance soddisfacenti”, spiega il presidente Carlo Rienzi. “Nemmeno occasioni come il Natale o i saldi di fine stagione, un tempo attesi dai consumatori, riescono a salvare il commercio, che vive ancora una crisi nerissima”.

Il dato più preoccupante per il Codacons è il drastico calo delle vendite fatto registrare dai piccoli negozi (-0,8%). “Di questo passo le botteghe e i negozi di quartiere sono destinati a scomparire del tutto dalle nostre città, schiacciati dalla concorrenza delle grandi multinazionali e del commercio online. Per questo serve incrementare le occasioni di acquisto, liberalizzando i saldi tutto l’anno e promuovendo iniziative come il black friday”, conclude Rienzi.

Anche per Federconsumatori il quadro fornito dall’Istat sulle vendite al dettaglio rivela una situazione “poco incoraggiante” e conferma il fatto che la ripresa si sta indebolendo. “Nemmeno il Natale è riuscito a risollevare le vendite, che hanno registrato una diminuzione su base annua del -0,9% in volume e del -0,1% in valore. Complessivamente nel 2017 le vendite hanno segnato una impercettibile crescita del +0,2%”. E ciò, aggiunge Federconsumatori, “evidenzia con chiarezza quanto il nostro sistema economico sia ancora permeato da una profonda fragilità. Per questo è urgente che il governo che sarà chiamato a guidare il Paese assuma con responsabilità il compito di gettare le basi per una ripresa stabile e duratura, avviando strategie mirate a rilanciare la crescita, rendendola strutturale”.

Il cambio euro/dollaro resta stabile a 1,2345 e lo spread Btp/Bund scende a 124,2 punti base con il rendimento del decennale italiano all’1,93% in scia all’accordo raggiunto in Germania tra Spd e il partito della cancelliera, Angela Merkel, sulla coalizione di governo. “Sicuramente la notizia dell’accordo in Germania ha contribuito a innescare il rialzo di tutto il comparto periferico ma va detto che la novità del 2018 è la robustezza dei periferici che è difficile da spiegare e può essere dovuta parzialmente ai diversi miglioramenti dei rating. Oggi inoltre assistiamo a ricoperture dopo il sell-off dei giorni scorsi”, spiega un trader.

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