4 Febbraio 2018

La frutta sale sull’ altalena dei prezzi

segue dalla prima pagina Prezzi stabili o in discesa, invece, per arance e clementine: meno cari anche ananas e banane. Quanto all’ ortofrutta, in Umbria domina il segno meno e solo le carote hanno mostrato listini più cari, con una crescita del 9,3% (1,17 euro/kg, il prezzo medio). In caduta libera, invece, i prezzi di lattuga e finocchi (-30%) prodotti spesso in arrivo da produzioni locali. Da qui il sospetto di speculazioni nei prezzi dei prodotti al centro dei rincari. «Temiamo possano esserci state in seguito al maltempo di inizio 2017 con nevicate e gelate che investirono l’ Italia con aumenti record nei listini di molti di prodotti e un effetto a cascata che interessò anche beni alimentari non coinvolti dal maltempo». Tra gli alimentari, la maglia nera spetta al burro il cui prezzo medio nell’ ultimo anno è risultato più caro del 26,8% e nelle ultime rilevazioni, un panetto da 250 grammi era quotato 2,36 euro. Più cari anche uova di gallina (+8,6%), olio di semi di girasole (+5,1%), latte scremato (+4,4%), spumante (+3,8%), caffè tostato (+3,1%), parmigiano Reggiano, prosciutto cotto e stracchino (+2,5%). Il resto del paniere monitorato da Osservaprezzi è rimasto stabile mentre i salutisti trovano conferme anche dai listini, visto che i prezzi di prodotti freschi come patate o spinaci in un anno sono scesi anche più del 10% mentre i prezzi dei prodotti gli omologhi surgelati sono cresciuti di quasi il 5%. Tra i prodotti per la casa, prezzi più cari per i detersivi per lavastoviglie e a mano (+8%), tovaglioli di carta (+4,6%) e schiuma da barba (+2,7%); mentre tra i servizi, sono saliti i listini per il taglio capelli (+2,6% uomo, +5,2% donna) e messa in piega (+2,6%), riparazione pantalone (+3,7%) e il cinema (+3,1% e un prezzo medio di 8,74 euro). Più caro anche il gasolio self service (+1%), mentre nei distributori del capoluogo sono stabili o in lieve flessione i prezzi di verde e diesel con servizio alla pompa. A proposito di spese energetiche, la vera batosta per le famiglie umbre, perugine in particolare, arriva dall’ elettricità il cui prezzo, stando all’ ufficio statistica del Comune di Perugia è salito dell’ 8,1%. Più cari anche servizio idrico (+4,1%) e combustibile per il riscaldamento (dal metano al gasolio, aumenti dal 2 al 3% circa). «Piccoli ma diffusi ritocchi che tutti insieme, in Umbria stimiamo possano incidere per almeno cento euro a famiglia», spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria. Intanto, a gennaio l’ Istat ha rilevato un’ inflazione annua dello 0,8% (0,9% a Perugia) e oltre ad aver aggiornato il paniere ha introdotto un nuovo sistema di rilevazione che tiene conto dei prezzi registrati alle casse di ipermercati e supermercati mediante scannerizzazione dei codici a barre. Fabio Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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