3 Febbraio 2018

Calenda frena Amazon: “In Italia non ci sarà mai il braccialetto elettronico”

MILANO – La notizia, resa nota dal ministero del Lavoro dopo un incontro svoltosi ieri con i rappresentanti della società, è che Amazon riprenderà il confronto con le organizzazioni sindacali a livello territoriale. Con il governo che, anche attraverso il prefetto di Piacenza, “continuerà a supportare questo dialogo”. Una schiarita che arriva a poco più di due mesi dallo sciopero dei dipendenti del centro di Castel San Giovanni, che avevano incrociato le braccia in occasione del Black Friday, ma anche apoco meno di un mese dall’ annuncio di due nuove aperture in Italia da parte del gigante del commercio elettronico, che creerà un totale dai dipendenti al lavoro nei magazzini. Il dibattito sull’ eventuale utilizzo a fini di controllo del device è iniziato ieri, con gli interventi, tra gli altri, del primo ministro Paolo Gentiloni e del segretario leghista Matteo Salvini, tornato oggi sul tema con un “i braccialetti elettronici si utilizzino per i detenuti non per i lavoratori”. Ad aggiungere un nuovo elemento di scontro è stato per il Movimento 5 Stelle il candidato premier Luigi Di Maio. “Se in Italia si possono mettere dispositivi sui lavoratori per controllarli è grazie al Job acts”, ha commentato il pentastellato, al quale ha risposto a stretto giro Matteo Renzi, che da Bologna ha chiosato “si dà la colpa al Jobs act per tutto”. La risposta del dicastero è quindi arrivata nella forma di una precisazione. Il Jobs act, si legge in una nota ministeriale, non ha “liberalizzato” i controlli, bensì ha fatto chiarezza sul concetto di “strumenti di controllo a distanza” adeguando una norma risalente al 1970 e prevedendo che “questi strumenti possano essere adottati esclusivamente previo accordo sindacale o autorizzazione dell’ Ispettorato territoriale del Lavoro o del ministero”. Proprio all’ Ispettorato del lavoro, oltre che alla procura della Repubblica di Roma, ha intanto fatto sapere che si rivolgerà il Codacons, con un esposto nel quale verrà chiesto alle autorità di svolgere “indagini approfondite” sulla liceità dello strumento, ma anche di verificare «possibili ripercussioni sulla salute derivanti da eventuali campi elettromagnetici legati ai dispositivi”. Dal fronte istituzionale, intanto, si segnala l’ intervento del ministro delzL a società di vendite online prova a difendersi e parla di speculazioni fuorvianti lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, che nel corso dell’ incontro di ieri ha riferito di aver chiarito ai vertici della società che una cosa del genere “in Italia non ci sarà mai”. Ma anche quello del garante della Privacy, Antonello Soro, che – in attesa di ulteriori chiarimenti – ha spiegato ai microfoni di Radio Radicale che un utilizzo a fini di controllo del braccialetto “sarebbe in contrasto con l’ ordinamen to in materia di protezione dati non solo in Italia ma anche in Europa”. In tutto questo, si registra comunque anche il chiarimento fornito dalla stessa società. “Le speculazioni riguardo l’ utilizzo di questo brevetto sono fuorvianti”, scrive Amazon in una nota, precisando che “ogni giorno, in aziende in tutto il mondo, i dipendenti utilizzano scanner palmari per il controllo dell’ inventario e per spedire gli ordini” e che l’ idea del braccialetto “se e quando dovesse essere implementata in futuro” avrebbe il solo scopo di migliorare il lavoro, liberando le mani dei dipendenti dall’ utilizzo degli scanner e permettendo loro di non dover guardare lo schermo per controllare il posizionamen to delle merci in magazzino.
marco valsecchi

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