“Tagli ai servizi”: confermata sanzione milionaria ad Atac
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fonte:
- Giornale d`Italia
Una Spada di Damocle milionaria pende sull’ azienda del trasporto pubblico romano, la cui procedura di concordato preventivo, cioè il piano di rientro dalla massa passiva a favore dei creditori, è stata accettata dalla sezione fallimentare del Tribunale di Roma. Atac vanta 1,3 miliardi di euro di debito e ora dovrà fare i conti con la sanzione inflitta dall’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust), che ha avuto la meglio anche davanti la magistratura amministrativa. La condotta dell’ Atac “legittimamente è stata ritenuta scorretta, in quanto contraria ai canoni di diligenza richiesti, nonché ingannevole”. Così il Tar del Lazio nella sentenza che ha respinto un ricorso della municipalizzata per contestare la maxi sanzione da 3,6 milioni di euro inflittale dall’ Antitrust nel luglio 2017 per una pratica commerciale, ritenuta scorretta, su corse cancellate e mancata informazione ai consumatori. I fatti. L’ Antitrust aveva concluso l’ istruttoria avviata d’ ufficio nei confronti di Atac a novembre 2016, accertando una pratica commerciale scorretta nell’ offerta del servizio pubblico di trasporto ferroviario nell’ area metropolitana di Roma consistente nella falsa esposizione, attraverso l’ orario ufficiale diffuso presso le stazioni e il sito www.atac.roma.it, di un’ offerta di servizi di trasporto frequente e cospicua; invece è stata provata una sistematica e persistente soppressione di molte corse programmate, nonché nella omessa informazione preventiva ai consumatori in merito ai disservizi. Quindi per i giudici è condivisibile la decisione dell’ Antitrust perché “la soppressione delle corse, indipendentemente dalla successiva rimodulazione delle stesse, ha sostanzialmente vanificato la valenza informativa dell’ orario diffuso, dal momento che esso non ha molto spesso trovato corrispondenza con la reale consistenza del servizio di trasporto ferroviario effettivamente offerto da Atac”. Naturalmente la conferma della multa ha riacceso la polemica dopo l’ assemblea fiume della scorsa settimana in Aula Giulio Cesare. Infatti, l’ opposizione capitolina è tornata alla ribalta attaccando l’ amministrazione Raggi di tenere ancora nel cassetto il documento del concordato preventivo proposto dal management di Atac, che non è stato, però, possibile visionare dai consiglieri comunali. “Se entro due giorni non avremo una copia di quello che ormai è un documento pubblico, così come dichiarato dallo stesso assessore al Bilancio Lemmetti durante l’ ultima commissione, mi recherò presso la sede Atac con i carabinieri per averne una copia”. E’ l’ annuncio della consigliera del Pd, Ilaria Piccolo, che aveva chiesto trasparenza per il piano industriale anche durante la seduta dell’ assemblea capitolina insieme alle altre forze di minoranza. E il Codacons, l’ associazione dei consumatori, ha richiesto di risarcire gli utenti per le pratiche commerciali messe in atto, riducendo, ad esempio, per il 2018 i costi degli abbonamenti mensili e annuali, perché i comportamenti sanzionati dall’ Autorità hanno prodotto un danno evidente e certificato ai consumatori. La condotta dell’ Atac “legittimamente è stata ritenuta scorretta, in quanto contraria ai canoni di diligenza richiesti, nonché ingannevole” e la tesi dell’ Autorità in merito all’ ingannevolezza della pratica è “logica e adeguatamente argomentata”. Così il Tar del Lazio nella sentenza che respinge un ricorso dell’ azienda di trasporti romana per contestare la maxi sanzione da 3,6 mln di euro inflittale dall’ Antitrust nel luglio 2017 per una pratica commerciale, ritenuta scorretta, su corse cancellate e mancata informazione ai consumatori. L’ Antitrust aveva concluso l’ istruttoria avviata d’ ufficio nei confronti di Atac a novembre 2016 accertando una pratica commerciale scorretta nell’ offerta del servizio pubblico di trasporto ferroviario nell’ area metropolitana di Roma consistente nella falsa prospettazione, attraverso l’ orario ufficiale diffuso presso le stazioni e nel sito internet www.atac.roma.it, di un’ offerta di servizi di trasporto frequente e cospicua, a fronte della sistematica e persistente soppressione di molte corse programmate, nonche’ nella omessa informazione preventiva ai consumatori in merito alle soppressioni previste. Con la conferma da parte del Tar della multa da 3,6 milioni di euro inflitta all’ Atac per pratica commerciale scorretta “vengono certificate in modo netto e totale le denunce quotidiane lanciate dal Codacons contro il trasporto pubblico della capitale”. Cosi’ l’ associazione di consumatori in una nota a commento della decisione del tribunale amministrativo. “Per anni abbiamo segnalato come gli utenti romani subissero un servizio a singhiozzo, con corse cancellate, ritardi, frequenti guasti e disservizi di ogni sorta – commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – al punto da portarci a definire alcune linee di trasporto pubblico, come la Roma-Lido, le peggiori d’ Europa, per la bassissima qualita’ del servizio reso. Ora il Tar ci da’ ragione, confermando una multa che deve portare ad effetti concreti in favore dei cittadini”. La richiesta dell’ associazione e’ “di indennizzare gli utenti per le pratiche commerciali messe in atto, riducendo per il 2018 i costi degli abbonamenti mensili e annuali, perche’ i comportamenti sanzionati dall’ Autorita’ hanno prodotto un danno evidente e certificato alla categoria dei consumatori”.
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