L’Antitrust stanga l’Atac
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fonte:
- Leggo
Paola Lo Mele
Si terrà tra circa quattro mesi il referendum cittadino per la messa a gara del trasporto pubblico di Roma. La sindaca Virginia Raggi ha firmato l’ordinanza per indire la consultazione cittadina il 3 di giugno. Una scelta, annunciata ieri, che ha subito scatenato le polemiche dei Radicali Italiani, promotori del referendum: «Indire il referendum nel mese di giugno, per giunta in concomitanza della festa della Repubblica, è un evidente tentativo di penalizzare in ogni modo la partecipazione popolare» e poi «per il Comune, rinunciando all’opportunità di accorpamento con le elezioni politiche e regionali, significa dover sostenere un costo stimabile tra i 10 e i 15 milioni di euro che si sarebbero potuti risparmiare», hanno detto i segretari Riccardo Magi e Alessandro Capriccioli.
Solo due settimane fa, nel corso di una trasmissione televisiva, Raggi aveva «rassicurato» in diretta proprio Magi sostenendo che «il referendum su Atac i romani lo hanno già fatto di fatto con il voto», assegnando la maggioranza delle preferenze al M5S che ha promesso «che la avrebbe mantenuta pubblica e non privatizzata. Detto questo – la promessa della sindaca -, il referendum si farà».
Intanto, Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso dell’Atac con cui l’azienda dei trasporti contestava la maxi-sanzione da 3,6 milioni di euro inflittale dall’Antitrust nel luglio 2017. Nel mirino: una pratica commerciale, ritenuta scorretta, su corse cancellate e mancata informazione ai consumatori. Nella sentenza con cui di fatto il Tribunale amministrativo regionale ha confermato la sanzione, si spiega che la condotta dell’Atac «è stata ritenuta legittimamente scorretta, in quanto contraria ai canoni di diligenza richiesti, nonché ingannevole».
E ora l’azienda sta valutando il ricorso al Consiglio di Stato. Il Codacons, da parte sua, ha chiesto che la multa debba portare ad «effetti concreti» in favore dei cittadini. L’associazione dei consumatori ha quindi proposto di ridurre per il 2018 i costi degli abbonamenti mensili ed annuali visto che «alcune linee di trasporto pubblico, come la Roma-Lido, sono le peggiori d’Europa, per la bassissima qualità del servizio reso».
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