31 Gennaio 2018

«Le case invendute nel palazzo trasformate in alloggi popolari»

 

di Maria Salerno PESCIA «Siamo vittime di un raggiro». Così si sono dichiarati i sei proprietari di altrettanti appartamenti siti in località Dogana, a Pescia, dopo avere appreso che all’ interno dello stesso stabile, 10 alloggi rimasti invenduti sono entrati nella disponibilità del Comune e messi a bando come alloggi popolari. Ma dove sta il raggiro? I proprietari hanno acquistato gli appartamenti sul libero mercato e solo successivamente gli stessi sono stati trasformati, alle loro spalle, in case di Edilizia residenziale pubblica (Erp). A vendere gli appartamenti, a partire dal 2009 fu la società regionale Spes Scrl (Società pistoiese di edilizia sociale), tramite agenzie immobiliari con una quotazione pari a 1500 euro al metro quadro. Gli appartamenti in tutto sono 16, di questi 6 vengono regolarmente acquistati contraendo mutui e pagando le spese normalmente previste.Fino al 2013 alcuni papabili acquirenti avrebbero visitato gli immobili rimasti liberi, ma stando a quanto riferiscono i sei proprietari e l’ amministratore condominiale si poteva constatare uno strano «disinteresse alla vendita» da parte di Spes Un disinteresse confermato anche dalla mancata partecipazione alle spese comuni di maggior rilievo giustificato con la mancanza di disponibilità economiche. Era il 2014, quando le famiglie che avevano acquistato gli appartamenti vennero a conoscenza, in maniera del tutto casuale di una delibera regionale (Dgrt 1007 del 2 dicembre 2013) nella quale con esplicito riferimento al fabbricato nel quale si trovano i loro appartamenti si parla del trasferimento al patrimonio Erp di dieci alloggi per un importo totale di un milione 330 euro circa.Fu allora che le famiglie si attivarono per contattare sia Spes sia il Comune per avere chiarimenti. La Spes giustificò la cosa dicendo che gli alloggi invenduti erano stati destinati a Erp a causa della mancata vendita a causa della crisi del mercato immobiliare. Ma i proprietari si sollevarono subito in una vivace protesta: se avessero saputo, infatti, che l’ orientamento della Spes era questo non avrebbero mai proceduto all’ acquisto. La trasformazione di una parte degli alloggi in Erp, infatti, ha determinato di fatto il deprezzamento del valore degli immobili e quindi un danno oggettivo per i proprietari.I proprietari si sono rivolti al Codacons che ha provveduto a inviare una segnalazione formale sia al sindaco di Pescia sia al vicepresidente della Regione Toscana chiedendo la riconsiderazione della questione e la sospensione degli atti. Mai però è giunta risposta.Nei mesi successivi i proprietari hanno partecipato a diversi incontri con Spes e con il Comune in cerca di una soluzione a cui non si è mai approdati, si sono dunque rivolti a un legale per portare avanti un’ istanza presso la Procura della Corte dei Conti. Nel 2016 sembrava essere stato finalmente trovato un accordo con l’ amministrazione comunale, ma nel 2017 la Regione ha effettuato un trasferimento gratuito dei 10 appartamenti al patrimonio del Comune. Gratuito in quanto il valore stimato di 1,3 milioni di euro è stato detratto dal debito Spes nei confronti della Regione stessa. La Regione ha tolto il peso del debito a Spes, ma non ha tenuto in minimo conto l’ esigenza delle famiglie che si ritroveranno a convivere con chi, pur legittimamente, non solo pagherà affitti irrisori, ma probabilmente non sarà in grado di sostenere le spese condominiali con tutte le conseguenze del caso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
tiziana benedetti

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