31 Gennaio 2018

Truffa delle auto, risarciti i clienti

l’ inchiesta sui veicoli rubati, venduti per nuovi da un concessionario locale, prosegue in altre regioni intanto, grazie al codacons, gli acquirenti hanno ottenuto i primi rimborsi. la battaglia legale continua
IL CASO C’ è una svolta nel caso delle auto risultate rubate e vendute ad ignari acquirenti da un concessionario di Civitavecchia. Il Codacons è riuscito ad ottenere il rimborso delle rate delle finanziarie pagate fino ad oggi da chi ha comprato quelle macchine. «Siamo molto soddisfatti di essere riusciti ad ottenere questo primo risarcimento commenta la presidente regionale Sabrina De Paolis adesso stiamo lavorando per cercare di ottenere anche il rimborso del denaro versato come acconto direttamente al concessionario». Su questo sta ancora lavorando l’ ufficio legale dell’ associazione dei consumatori, capitanato dall’ avvocato Emanuela Di Paolo, di cui la stessa De Paolis ha voluto sottolineare l’ ottimo lavoro fin qui svolto. Nessuna novità invece in merito alle indagini, che si sono allargate a livello nazionale dopo che si è scoperto che quelle vetture provenivano dalle Marche e dall’ Abruzzo, tanto che l’ inchiesta è coordinata dalla Procura di Roma. Il caso è nato quasi per caso, dopo che una pattuglia della Polizia stradale locale ha fermato durante un posto di blocco per un normale controllo una di queste auto. Gli agenti si sono accorti che qualcosa non quadrava nella documentazione di quell’ auto. Così, dopo aver svolto accertamenti più approfonditi, hanno scoperto che risultava rubata e che era stata venduta da un concessionario cittadino. Le verifiche della polizia hanno portato a scoprire che altre auto, una decina circa, risultavano rubate ed anche queste erano state vendute dallo stesso rivenditore. Ma dall’ indagine è poi emerso che lo stesso concessionario era stato a sua volta truffato. Aveva infatti acquistato le auto in modo del tutto regolare, senza sapere che invece erano proventi di frutto. Auto acquistate proprio da venditori abruzzesi e marchigiani. Ma dall’ indagine sembra che il giro sia molto più largo e coinvolga anche altre zone della penisola. Le auto erano contraffatte in modo quasi perfetto, tanto che non è stato semplice per gli inquirenti accorgersi che in realtà erano rubate. Stefano Pettinari © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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