29 Gennaio 2018

Pendolari, rabbia e paura

Simona Romanò
«Siamo frastornati, tra l’incredulo e la paura». Così il Comitato pendolari cremaschi (uno dei 25 costituito sulle 17 linee regionali) sfoga su Facebook l’ansia e i timori dopo la tragedia ferroviaria di Pioltello che giovedì ha provocato la morte di tre donne Pierangela Tadini, 51 anni, Alessandra Giuseppina Pirri, 39 anni, e Ida Maddalena Milanesi, 61.
Tanta anche la rabbia: «Non vogliamo che il dramma di Pioltello possa ripetersi e sia dimenticato». Dopo lo sciopero nazionale Usb ieri di 4 ore del personale di Fs e Trenord, che da oggi a venerdì indosserà un nastrino nero in segno di lutto, il Comitato dei cremaschi passa all’azione e giovedì è prevista la mobilitazione «In treno con noi». L’invito è rivolto a cittadini, sindaci, autorità per accompagnare il comitato, anche solo per un paio di fermate, a bordo del treno 10458 che arriverà a Lambrate alle 8.10. Chi vuole può recarsi in stazione per un saluto dalla banchina. «Insieme possiamo segnare il passo», scrivono su Fb i rappresentanti, esprimendo la collera: «Percorriamo da anni questa tratta, sopportiamo lo sporco, i ritardi, le soppressioni, il freddo. Ma mai abbiamo pensato che qualche nostro compagno potesse concludere il viaggio tra le lamiere. Poteva accadere a chiunque di noi». E chiedono anche ai candidati governatori della Lombardia «un impegno forte per mettere fine ai disagi».
«Aver paura è inaccettabile – attacca Dario Balotta, presidente dell’Osservatorio nazionale dei trasporti (Onlit) – A Pioltello qualcosa non ha funzionato, ma tutti i giorni qualcosa non funziona perché non c’è un assetto organizzativo efficiente in Trenord e Rfi nonostante i torrenti di fondi pubblici stanziati».
Intanto, il Codacons annuncia una class action per «risarcire i feriti di Pioltello».
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