27 Gennaio 2018

M5S, blitz per modificare le liste esclusi in rivolta: annullare il voto

 

ROMA. Il Movimento Cinque Stelle è passato da «C’ è un regolamento» a «fuori chi non ci convince», così Luigi Di Maio spiega in modo piuttosto sbrigativo la riscrittura delle liste pubblicate domenica sera. Solo che per convincersi a far fuori Gedorem Andreatta che ha la colpa, secondo lo staff del Movimento, di aver gestito un albergo che ospitava profughi, Luigi Di Maio ha valutato non tanto le segnalazioni interne ma le accuse di Matteo Salvini della Lega Nord e di Roberto Fiore di Forza Nuova. Perché quando Di Maio si recò nel Vicentino difese Andreatta («Tutto legale», disse) non gli puntò il dito contro dicendo che faceva affari coi migranti. E invece ora, oplà, è diventato «incompatibile». Più complessa la modifica nei collegi romani dove Vittoria Baldino viene prima cancellata da un collegio e poi riammessa in altro, provocando a catena una serie di altri spostamenti. Sostituzioni anche in Calabria dove Maria Pompilio è stata scambiata con Silvana Abate. I motivi dell’ esclusione sono ignoti. C’ è chi tra le accuse mette lo status di moglie di un ex candidato Udc. Si intravede invece un ampio potere discrezionale. Non si capisce altrimenti perché il criterio della residenza, che era stato esplicitamente introdotto nei collegi metropolitani con una modifica al regolamento vergata il 13 gennaio all’ insaputa di tutti, non sia valso per tutti. In Liguria i due deputati uscenti savonesi sono stati catapultati chi legittimamente a Savona, chi con un bel paracadute a Genova. C’ è poi il caso eclatante di Elio Lannutti che ha pubblicamente detto di essere residente in Umbria ma lì disturbava altri due deputati uscenti e si è ritrovato comodo comodo capolista al Senato, nel Lazio. In Lombardia è sparita Raffaella Loforte. «So che ci sono stati problemi con la residenza», ammette Manlio Di Stefano, deputato uscente che condivide il collegio di residenza con Paola Carinelli che invece è capolista in un altro collegio senza apparente motivo. Ci sono decine di candidati spostati, esclusi e riammessi che ora minacciano ricorso. Come il Comitato #annullatetutto che chiede la notifica a tutti gli autocandidati rimasti fuori della «motivazione della esclusione». «Non possiamo accettare l’ etichetta di infiltrati e arrivisti», scrivono. Ricorre in Tribunale, invece, l’ avvocato calabrese Ugo Morelli, attivista grillino e «responsabile del Coordinamento dei meetup M5S di Roma e provincia» che si è rivolto al Codacons. «Le graduatorie, «un elenco pubblico», spiega Di Maio, «saranno aggiornate fino alla fine. Ricordiamoci sempre che ci sono dei requisiti e chi si è candidato con noi ha sottoscritto l’ autorizzazione a porre il parere fino all’ ultimo giorno». Intanto nuovi candidati all’ uninominale si fanno avanti: il testimone di giustizia anti ndrangheta Gaetano Saffioti, che da 16 anni vive a sotto scorta a Palmi (Calabria) e l’ archeologa Margherita Corrado e l’ avvocato David Zanforlini a Ravenna. Ci saranno anche terremotati nelle liste, fanno sapere dal Movimento Cinque Stelle. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
stefania piras

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