25 Gennaio 2018

Bollette dell’ acqua, si allarga la protesta

avvisi di messa in mora anche ai titolari di esercizi commerciali: importi fino a 20mila euro
La stangata delle maxi-bollette dell’ acqua si estende ora anche ai commercianti. Una ventina quelli che si sono rivolti alle associazioni dei consumatori per chiedere assistenza fiscale e legale dopo aver ricevuto una lettera in cui la Italgas Reti spa, la società di gestione del servizio idrico, tramite una società di riscossione crediti, intimava il pagamento degli importi non versati nelle annualità precedenti pena il distacco immediato della fornitura. Le somme dovute in questo caso oscillano tra i 15mila e i 20mila euro. Il periodo di riferimento invece è compreso tra il 2008 e il 2014. «Ci sono alcuni gestori di bar e locali della città – spiega Maurizio Gallicola presidente provinciale del Codacons – che hanno acceso un mutuo per far fronte al pagamento della bolletta. Il timore di una interruzione dell’ erogazione idrica per un locale è infatti una vera e propria iattura. Essere senza acqua per loro significa chiudere e rischiare il fallimento. Da qui la ricerca disperata degli importi necessari per saldare il debito anche se nella maggioranza dei casi si trattava di importi non dovuti per una serie di illegittimità e anomalie riscontrate nelle fatture». Tra queste sicuramente il periodo di riferimento ma anche il metodo utilizzato. «Gli importi indicati in bolletta in molti di questi casi sono importi stimati e non reali – denuncia Gallicola – perché , a detta dei commercianti, non c’ è stata una lettura-verifica dei contatori da parte del personale incaricato. Inoltre spesso si fa riferimento a fatture non più esigibili perché prescritte e quindi annullabili». Da qui l’ avvio di un procedimento legale che seguirà due percorsi paralleli. «Per i commercianti che hanno ingiustamente già pagato – spiega – avvieremo una causa civile per ottenere il rimborso delle somme non dovute oppure lo storno delle fatture. Per gli altri invece chiederemo un ricalcolo dei consumi e, nel caso fossero riscontrate le anomalie segnalate, l’ annullamento della fattura». Diverso il caso delle utenze domestiche. «Per questi contribuenti la situazione è ancora più complessa – fa notare il responsabile dei consumatori – perché c’ è da tener conto anche del mancato rispetto delle fasce di calcolo previste dall’ Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente del Ministero. Come accaduto nel territorio di Maddaloni. La bolletta dell’ acqua prevede infatti una quota fissa e una variabile che segue una struttura per scaglioni di consumo. Le diverse tariffe vanno pertanto applicate in relazione ai metri cubi e tenendo ben presente quali sono i tetti che delineano la fascia agevolata, la fascia base e quelle di eccedenza. Ciò significa dunque che non potrà essere applicata la stessa aliquota per l’ intero importo ma dovrà essere prevista una determinata percentuale per esempio sui primi 30metri cubi di acqua utilizzata, una ulteriore percentuale per un consumo superiore e così via fino alla quinta fascia. Spesso questo non accade e il contribuente si ritrova un risultato , in termini economici, molto più elevato perché il calcolo viene effettuato in barba a questi criteri». Più cauto invece il presidente dell’ Unione nazionale consumatori, Fortunato Giaquinto, che pur riconoscendo inesattezze e irregolarità in molte bollette dell’ acqua recapitate ai contribuenti, invita a fare attenzione: «È vero – spiega – che fatture relative al periodo 2008-2012 dovrebbero essere inesigibili perché ormai cadute in prescrizione ma solo a condizione che nel frattempo non sia intervenuto un atto che abbia sospeso i termini della prescrizione. In tal caso la bolletta non si può annullare e il contribuente sarà tenuto al versamento della somma. Al momento sto seguendo otto casi del genere, tutti relativi a cittadini residenti a San Nicola la Strada, con riferimento a richieste di conguaglio, messa in mora e intimazione del pagamento». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
daniela volpecina

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