24 Gennaio 2018

Bimbi morti alle Macalube secondo Legambiente «responsabile fu la natura»

Aragona. f.d.m.) “La responsabile di questa tragedia è la natura, un evento imprevedibile e per questo non si possono muovere addebiti verso l’ operato dei nostri dipendenti”. Dopo la richiesta di risarcimento danni da 5 milioni, 274,778 euro che l’ avvocato Mattia Floccher ha avanzato per conto del padre e della madre di Laura e Carmelo Mulone, ieri ha discusso l’ avvocato Pipitone per conto della responsabile civile Legambiente. Una discussione che ha sintetizzato una memoria depositata dall’ avvocato, nella quale si evidenzia la correttezza delle procedure di affidamento della gestione del sito e l’ imprevedibilità del ribaltamento della collina come unica motivazione della tragedia. “Le indagini avrebbero dovuto concentrarsi su altri aspetti e altre persone”, ha detto tra l’ altro l’ avvocato Pipitone. Il processo ai tre imputati per la tragedia avvenuta nella riserva delle Macalube il 27 settembre 2014 dove persero la vita i fratellini di 7 e 9 anni è ormai alle battute finali. Nelle prossime due udienze, fissate per il 29 e 30 gennaio prossimo concluderanno gli avvicati degli imputati. Il pm chiese 8 anni di carcere per il direttore della riserva naturale integrale Domenico Fontana; 5 anni di reclusione per il dipendente Daniele Gucciardo, con l’ attenuante di essere stato tra i primi a scavare per salvare i piccoli Mulone; 6 anni e 8 mesi di carcere per il dirigente regionale Francesco Gendusa. Su richiesta del Tribunale sono state anticipate a ieri (di tre giorni rispetto al precedente appuntamento) le discussioni degli avvocati della parte civile, tra cui il Comune di Aragona Alfonso Neri, la Regione Sicilia, il Codacons con l’ avvocato Alessandro Patti. Il Comune aragonese ha chiesto una provvisionale da 200 mila euro. Quella tragica mattina i due bimbi erano in compagnia del padre, un appuntato dei carabinieri, per festeggiare in quel luogo particolare il nono compleanno del bambino. L’ esplosione del vulcanello seppellì padre e figli. Il padre riuscì a salvarsi grazie all’ intervento dei carabinieri e della Protezione civile. Per il pm Cinque i tre imputati non hanno fatto quanto dovuto per evitare la tragedia. Il prossimo 30 gennaio la sentenza anche se non è da escludere che il giudice Caruso possa riservarsi qualche giorno di riflessione, per stilare una sentenza dai contorni difficili sotto tutti i punti di vista, sia giuridico che per certi versi anche umano. Umanità che però non può influenzare il vaglio freddo delle carte delle indagini e di quanto emerso in un dibattimento decisamente difficile.

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