23 Gennaio 2018

I Ristoranti della buona accoglienza, club per pochi

LE REAZIONI VENEZIA Nel 1992 è nata l’ Associazione dei Ristoranti della Buona Accoglienza di Venezia con la missione di tutelare e valorizzare la ristorazione di qualità. A volerla fondare era stato Albino Busatto, ex titolare della Fiaschetteria Toscana, locale storico veneziano che oggi ha chiuso i battenti lasciando il posto a Burger King. «L’ associazione c’ è ancora – spiega Busatto – ed è nata proprio con l’ obiettivo di offrire prodotti di qualità e contrastare il rischio delle truffe. I ristoranti che vi avevano aderito erano 14 e rispettavano i principi di trasparenza, tipicità e prodotti locali. Bisognava avere determinati vini e determinati oli di qualità». Già 25 anni fa c’ era un numero di telefono a cui rivolgersi. «Se qualcuno aveva mangiato nei ristoranti dell’ associazione e poi si lamentava, interrogavamo gli interessati e invitavamo il cliente insoddisfatto in uno dei ristoranti, come ospite. Perché chi viene a mangiare a Venezia non può sentirsi fregato». IL CODACONS «Un bollino nero per i ristoranti e gli esercenti che si approfittano dei turisti facendo pagare loro conti spropositati». Lo chiede il Codacons, l’ associazione di consumatori, dopo i due casi di conti stellari pagati da sette studenti giapponesi. «Di fronte al ripetersi di casi analoghi, che a Venezia si ripresentano con una frequenza sconcertante – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – chiediamo l’ istituzione di un bollino nero per i ristoranti e gli esercenti scorretti. Chi truffa o tenta di truffare i clienti deve essere immediatamente individuabile, attraverso l’ obbligo di affissione di un apposito bollino sulle vetrine e agli ingressi di ristoranti e negozi. In tal modo il turista può diffidare da quegli esercizi che hanno messo in atto comportamenti truffaldini a danno dei clienti, rivolgendosi altrove». LA LEGA La Lega Nord chiede all’ amministrazione Brugnaro che faccia una segnalazione alla Guardia di Finanza perché alcuni scontrini pubblicati su Tripadvisor dagli avventori dell’ osteria Da Luca non hanno data e nemmeno numero progressivo e quindi non sono fiscali: «È un fatto a dir poco allarmante – commenta la consigliera Silvana Tosi – senza considerare gli scontrini dai prezzi sproporzionati dove due birre alla spina grandi costano 32 euro e due risotti a piacere 166 euro con maggiorazioni che vanno dal 12% al 15%». Tosi chiede anche al Comune di «valutare un’ azione legale come richiesta di ristoro a fronte del danno d’ immagine causato alla città». I 5 STELLE Giustizia chiede anche Davide Scano, consigliere comunale pentastellato, che chiede al sindaco di darsi una mossa. «Poiché la città metropolitana sviluppa intorno al turismo e alle attività ad esso collegate buona parte della propria economia – facendo leva massimamente sul brand Venezia- non si possono tollerare atteggiamenti leggeri o disattenti del primo cittadino. La smetta di attribuirsi competenze che non ha (come chiedere di avere la denuncia presentata) e faccia rispettare bene i regolamenti comunali raddoppiando le unità della sezione Commercio della polizia locale anziché impegnarle altrove». G.Pra. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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