Esclusioni e caos, la rabbia della base
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fonte:
- Il Gazzettino
LE POLEMICHE VENEZIA Pare essere caduta nel vuoto la richiesta del Veneto di annullare e ricelebrare le votazioni telematiche del Movimento 5 Stelle, visto che la presentazione delle liste è confermata per domenica al Villaggio Rousseau di Pescara. Ma all’ indomani della chiusura delle urne virtuali, ieri il Codacons ha annunciato un’ azione giudiziaria: «Un ricorso in tribunale per bloccare la procedura relativa alle parlamentarie del M5S», ha specificato il presidente nazionale Carlo Rienzi, personalmente escluso dalla corsa. Nella base le polemiche continuano ad infuriare, riversandosi nei canali social e telefonici di deputati, senatori e consiglieri regionali. SUL TERRITORIO Uscenti, ricandidati o in carica, gli eletti sul territorio sono diventati loro malgrado i parafulmini della bufera. Ai loro post di soddisfazione per la conclusione delle parlamentarie, hanno fatto seguito commenti di rabbia da parte degli attivisti. Per esempio al deputato veronese Mattia Fantinati ha risposto piccato Giuseppe Virginia: «Il problema è che molti di noi siamo stati esclusi senza un pre-avvertimento. Questo non fa onore al M5S». Al senatore padovano Giovanni Endrizzi è andata l’ amarezza di Luigi Centonze: «Andare in giro, metterci la faccia e poi il capo ti sbatte fuori… Ma il cittadino che cosa ti deve dire? Come fa a votare il Movimento? E tu con che faccia glielo chiederai?». Al deputato padovano Enrico Cappelletti si è rivolta indignata Elisabetta Gobbi: «Spiacente, ma non si possono definire queste parlamentarie una prova di democrazia! Per molti è stato impossibile accedere al sito nonostante i vari tentativi. Inoltre che fine hanno fatto molti dei candidati qui in Veneto? Chi ha deciso di escluderli?». Al capogruppo regionale Jacopo Berti ha scritto l’ albanese-vicentino Rrezeart Gripshi: «Ti ho mandato una mail per quanto riguarda la esclusione ingiusta della consigliera Liliana Zaltron ma non mi hai risposto. So bene che sei indaffarato questi giorni, ma ne va del futuro della democrazia». LA DIFESA Chiamato in causa anche da tante telefonate, il padovano Berti ribadisce di non sapere nulla dei depennamenti: «So che da fuori è difficile da capire, ma noi non siamo come gli altri partiti. L’ organizzazione del sistema Rousseau ha valutato i requisiti e io non sono stato coinvolto nella selezione, in quanto il mio ruolo nella campagna elettorale è puramente organizzativo». In difesa delle scelte si schiera il deputato uscente, e volto nazionale, Alessandro Di Battista: «È normale che ci siano polemiche, ma io sono veramente fiero. Non metto in dubbio che ci siano bravissime persone che sono state escluse, ma ci sono coloro che si assumono le responsabilità, ad esempio un capo politico e un garante, anche di valutare che alcune persone non sono ancora pronte». I NOMI La consigliera regionale polesana Patrizia Bartelle, che sul web raccoglie il sostegno dei delusi e la critica dei detrattori, torna ad invocare trasparenza: «È scritto dovunque che il capo politico (Luigi Di Maio, ndr.) ha scremato e deciso i candidati da inserire alle parlamentarie assieme ai referenti fidati per ogni regione, solo che non ha detto i nomi di queste figure e io ho chiesto nomi e motivazioni». Ad auspicare il rifacimento delle votazioni è pure il trevigiano Andrea Bambace, consigliere comunale a Castelfranco Veneto, che si è ritrovato candidato a sua insaputa e su Facebook implora i simpatizzanti: «Non votatemi!». Angela Pederiva © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Tags: Carlo Rienzi, M5S, parlamentarie
