Ancora wind days ai Tamburi Codacons: evacuare il quartiere
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
interviene anche legambiente: «serve coprire i parchi»
d Ancora Wind Day a Taranto, con scuole e finestre chiuse al rione Tamburi ieri, e anche oggi, a causa del vento proveniente da nord ovest che spingerà verso il quartiere le polveri dei parchi minerali dell’ Ilva, con gravi rischi per la salute dei cittadini. Una situazione divenuta insostenibile per il Codacons, che ha deciso di presentare una nuova denuncia alla Procura di Taranto, in cui si chiede anche di procedere contro l’ Ilva e contro i commissari che consentono la prosecuzione dell’ attività e non impediscono la diffusione di sostanze nocive coprendo i siti tossici. «Chiediamo alla magistratura di disporre, avvalendosi della Protezione Civile, l’ evacuazione del quartiere Tamburi a scopo precauzionale e come misura di tutela della popolazione – spiega il presidente Carlo Rienzi – Non è più tollerabile che i cittadini siano costretti ad essere prigionieri in casa propria per proteggersi dall’ inquinamento prodotto dall’ Ilva, e a non poter mandare a scuola i propri figli. Il rione Tamburi deve essere quindi evacuato fino a che l’ emergenza non sarà risolta». Nello specifico il Coda cons ha presentato una istanza alla Procura della Repubblica di Taranto in cui si legge: “Si chiede inoltre che la Procura adita voglia disporre l’ evacuazione immediata del quartiere Tamburi e la collocazione dei cittadini residenti ed ivi domiciliati in alberghi siti in luoghi non contaminati dalle emissioni nocive dell’ Ilva Spa in Amministrazione straordinaria”. E sul Wind day scrive anche Legambiente. «Sono 40 giorni che la richiesta di Legambiente ai Commissari Straordinari Ilva di adottare con urgenza nuove misure di mitigazione (compreso l’ abbassamento dei cumuli di minerale e il loro arretramento) utili a ridurre il carico di polveri nocive che grava sulla città e in modo particolare sugli abitanti del quartiere Tamburi, sembra caduta nel vuoto». Lo afferma in una nota Le gambiente Taranto lamentando la mancanza di interventi per fronteggiare i pericoli causati dallo sversamento di polveri dai parchi minerali Ilva in occasione dei Wind day, giorni di forte vento proveniente da nord ovest. I problemi non avranno «fine sino – sottolinea Legambiente – alla copertura dei parchi minerali ed alla realizzazione delle altre misure previste già dall’ Aia del 2012 per abbattere l’ inquinamento prodotto dallo stabilimento siderurgico». L’ associazione ambientalista fa riferimento anche a un verbale di Ispra e Arpa Puglia in cui si precisa che «la bagnatura non copre la sommità dei cumuli di materie prime stoccate» e che si evidenzia quindi «la parziale inefficacia di una delle misure di mitigazione previste per abbattere lo spolverio». «Ai Commissari Straordinari Ilva – conclude Legambiente – chiediamo impegni concreti. Chiediamo che chiariscano l’ efficienza e l’ efficacia del sistema di bagnatura e di filmatura. Chiediamo che dicano alla città se è in questi 40 giorni è stato fatto qualcosa o meno».
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