Veneto Banca: oltre 4000 ex soci saranno parti civili
-
fonte:
- Messaggero Veneto
UDINEAl termine dell’ udienza del processo per Veneto Banca, il Gup di Roma Lorenzo Ferri ha ammesso la costituzione di parte civile del Movimento Consumatori, Codacons, Adusbef e Federconsumatori e di migliaia di risparmiatori (circa 4500) danneggiati dai reati di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza di cui sono accusati gli ex manager e sindaci della banca. Il gup si è riservato di decidere entro il prossimo 26 gennaio, data fissata per l’ udienza, sulle richieste di citazione, avanzate dalle parte civili, di Intesa Sanpaolo, Consob, Banca d’ Italia, Veneto Banca, Banca Apulia, PricewaterhouseCoopers. «È stata respinta – riporta una nota del Movimento Consumatori – la richiesta delle difese di acquisire d’ ufficio gli elenchi di coloro che avevano aderito all’ offerta di transazione formulata da Veneto Banca, al fine di escludere dal processo penale i singoli azionisti o obbligazionisti subordinati che avevano sottoscritto tale contratto che comprende una clausola di rinuncia alla costituzione di parte civile nei processi contro gli amministratori del gruppo bancario». Il Movimento Consumatori in una nota annuncia di aver formulato richiesta di poter citare nel processo penale Intesa Sanpaolo quale cessionario dei diritti e degli obblighi (in questo caso risarcitori) maturati dai soggetti danneggiati dai reati nei confronti di Veneto Banca, ora in liquidazione. Il Movimento Consumatori ha poi chiesto al giudice di valutare ed eventualmente sollevare una questione di costituzionalità della norma del Dl 99 2017 (poi convertito nella legge 121/2017) che dando il via alla liquidazione della banca e alla cessione dell’ azienda a Intesa Sanpaolo parrebbe escludere dal novero dei creditori “ceduti” proprio gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati che – in conseguenza di questa possibile esclusione – al momento hanno pochissime possibilità di recuperare i propri risparmi dalla liquidazione di Veneto Banca, società che essendo in situazione di accertato dissesto o pericolo di dissesto non sarebbe in grado di soddisfare, a differenza di Intesa Sanpaolo, le loro ragioni risarcitorie.Entro gennaio l’ Autorità nazionale anticorruzione (Anac) di Raffaele Cantone incontrerà le associazioni venete dei consumatori riunite nel coordinamento “Associazioni unite per il Fondo” e le altre associazioni di risparmiatori per definire la griglia dei criteri in base ai quali erogare i 100 milioni di euro inseriti nella legge di Stabilità. In questo modo, a febbraio, la commissione di Conciliazione dell’ Anac stessa eseguirà il lavoro di scrematura tra i richiedenti, per individuare chi, tra i risparmiatori delle ex popolari venete, avrà diritto a un risarcimento. Da febbraio in poi, quindi, la commissione stilerà l’ elenco degli azionisti che accederanno al ristoro. Si tratta di 100 milioni divisi in quattro anni, 25 milioni di euro all’ anno, previsti dalla manovra Finanziaria del Governo. Già definiti, invece, i criteri secondo cui Banca Intesa assegnerà i 100 milioni di euro inseriti nel proprio bilancio per il ristoro degli azionisti truffati, indirizzati specificatamente ai possessori di azioni di Veneto Banca e di Popolare Vicenza. Potranno accedervi coloro che hanno un reddito fino a 30 mila euro e le erogazioni arriveranno al massimo a 15 mila.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
-
Tags: Risparmiatori, Veneto Banca
