14 Gennaio 2018

Palermo, saldi senza boom. Confcommercio: “Partenza in sordina”

 

La corsa all’ affare non c’ è stata. E chi si aspettava una partenza con il botto è rimasto deluso. La stagione dei saldi, al via il 6 gennaio in Sicilia, stavolta è partita in sordina. “L’ avvio è stato tiepido – conferma Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo – senza grandi picchi e anzi con una lieve flessione del 5 per cento rispetto allo scorso anno”. Insomma, i primi giorni di acquisti scontati, storicamente momento clou delle vendite sotto costo, si stanno rivelando un mezzo flop. “Non c’ è stata la corsa all’ acquisto – ammette Di Dio -. I negozi hanno lavorato, ma senza registrare particolari incassi”. Saldi annacquati, dunque. Dalle promozioni prenatalizie, innanzitutto. “La lieve ripresa e il rinnovato clima di fiducia dei consumatori – prosegue la numero uno di Confcommercio Palermo – hanno sbloccato le spese anche prima dell’ avvio dei saldi. Merito di offerte e promozioni che le attività commerciali hanno riservato alla propria clientela e che hanno spinto tanti a fare acquisti anche a dicembre”. Le previsioni, comunque, sono positive. “Ci aspettiamo da qui al 15 marzo un più 3 per cento nelle vendite” spiega. Ma a decretare “la morte dei saldi” secondo Francesco Tanasi, segretario del Codacons che da anni si batte per la loro liberalizzazione, sono, soprattutto, le vendite on line. “Oggi su internet è possibile acquistare prodotti a prezzi stracciati in ogni periodo dell’ anno – dice – e questa opportunità non può non essere colta dai consumatori”. Il risultato? “Solo il 40 per cento dei sicilianiáconta di approfittare delle vendite di fine stagione per fare qualche acquisto nei negozi”. Un mercato, quello di internet, drogato da promozioni offerte ai consumatori 365 giorni l’ anno.In Sicilia, nel settore moda, però, il fenomeno non è ancora particolarmente diffuso. “A fronte di un te di Confcommercio Palermo – da noi solo il 10 per cento acquista capi d’ abbigliamento on line. Complice forse un elemento relazionale che spinge i nostri consumatori a preferire ancora la consulenza e l’ accoglienza che solo un negozio fisico può fornire”. Promozioni, e-commerce e non solo. Far partire gli sconti a ridosso delle festività natalizie e di Capodanno, infatti, secondo Tanasi è stata “una scelta suicida perché i portafogli dei siciliani risultano già svuotati dalle spese per regali, pranzi e cenoni”. La caccia all’ affare è rivolta soprattutto ai prodotti griffati, oggetto del desiderio per il 19,7 per cento dei consumatori, in base a un’ indagine di Confcommercio. Dato in crescita rispetto allo scorso anno quando solo il 17,6 per cento dei consumatori ha dichiarato di aspettare i saldi per accaparrarsi le griffe sotto costo. I prodotti più gettonati restano quelli del settore moda. Per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento, calzature, accessori e biancheria intima, secondo le stime dell’ Ufficio studi di Confcommercio, ogni famiglia, in occasione dei saldi invernali 2018, spenderà 331 euro, 143 euro a persona. Numeri lievemente inferiori a Palermo, dove la spesa pro capite si fermerà a 130 euro, 280 euro a nucleo familiare. “Anche quest’ anno a fare la parte del leone – giura Tanasi – sono outlet e grandi firme con i piccoli negozi in affanno”. Una fotografia, quella della prima settimana di saldi, che consolida un trend ormai affermatosi da diversi anni. “Un tempo la stagione delle vendite sotto costo era attesa con ansia – dice Tanasi -, consentiva di comprare quello che durante l’ anno a prezzo pieno era inaccessibile ai più. Oggi con la politica delle promozioni e delle offerte nei negozi fisici e on line è possibile acquistare a prezzo scontato durante tutto l’ anno”. Ecco perché secondo il numero uno del Codacons “i saldi non hanno più senso”. La ricetta in grado di dare una boccata d’ ossigeno all’ economia? “Occorre procedere alla liberalizzazione e mi auguro che il nuovo Governo dia la possibilità ai negozianti di procedere a vendite scontate durante tutto l’ anno. Una posizione non condivisa dalla leader di Confcommercio Palermo. “Gli sconti restano un incentivo all’ acquisto – dice -, una liberalizzazione totale non sarebbe a garanzia del consumatore. In saldo dovrebbe andare la parte residua delle collezioni dopo le vendite di stagione. Solo così il cliente ha una reale garanzia sul risparmio. Anche le stesse promozioni che saranno sempre più presenti nelle attività di marketing delle aziende – conclude – non sono generalizzate, ma settoriali”.

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