9 Gennaio 2018

In piazza la rabbia dei maestri

 

ROMAVentimila insegnanti delle scuole dell’ infanzia e delle elementari sono scesi in piazza in tutta Italia, cinquemila a Roma, secondo gli organizzatori, per protestare contro la recente sentenza del Consiglio di Stato che ha stabilito che il diploma magistrale non è un titolo abilitante per accedere all’ insegnamento: una decisione che rischia di fare uscire dalle graduatorie a esaurimento (Gae) migliaia di maestre e di maestri. Lo sciopero, che nel primo giorno di rientro in classe al termine delle vacanze di Natale, ha provocato disagi alle famiglie, è stato convocato dai sindacati Anief, Saese e Cub, con l’ adesione dei Cobas. A rischio, per i sindacati, ci sarebbero seimila maestri immessi in ruolo con riserva e 43mila inseriti nelle liste Gae. «Abilitate quando serve, licenziate quando conviene. Siamo insegnanti, non burattini» hanno protestato davanti al ministero dell’ Istruzione, a viale Trastevere , dicendo «no ai licenziamenti di massa» e definendo «vergognosa» la sentenza. La strada è stata chiusa in parte: numerosi i cartelli di protesta e le bandiere delle sigle sindacali, ma la situazione è rimasta tranquilla, sotto il controllo dalle forze dell’ ordine. La ministra Valeria Fedeli ha assicurato di essere alla ricerca di «soluzione idonee», mentre il Garante per gli scioperi ha definito «illegittima» l’ astensione dei Cobas. «Abbiamo chiesto all’ Avvocatura dello Stato – ha detto Fedeli – di darci le linee attuative della sentenza. Appena arriverà la risposta, convocheremo le parti e troveremo le soluzioni più idonee. Il Miur si muove con grande equilibrio, con grande attenzione e con una scelta già fatta: continuità educativa in questo anno scolastico» ha detto, assicurando «soluzioni equilibrate». Fedeli ha espresso «rispetto le persone che oggi sono mobilitate», ma ha ribadito che «la scelta che il Miur ha fatto immediatamente dopo la sentenza del Consiglio di Stato è stata quella di chiedere all’ Avvocatura generale dello Stato la corretta interpretazione e attuazione di quella sentenza, perché se sicuramente quella sentenza parla al futuro delle sentenze che riguardano i diplomati magistrali: bisogna saper distinguere le diverse tipologie pregresse in essere».«Inutile attendere il parere dell’ Avvocatura di sui diplomati magistrali: se non arriva subito un decreto legge sarà ancora sciopero il primo e il 23 marzo» ha ribattuto Marcello Pacifico, leader dell’ associazione sindacale Anief: «Non c’ è tempo da perdere, occorre ristabilire da subito il principio di diritto, facendo incontrare domanda e offerta, senza compromettere la continuità didattica». Da parte sua, l’ Autorità garante per gli scioperi ha evidenziato come la proclamazione da parte dei Cobas dello sciopero «non sia conforme alla legge, come già segnalato in due occasioni a tale organizzazione sindacale il 28 dicembre ed il 3 gennaio». In particolare, risulta «violata la regola del preavviso di 15 giorni e il mancato tentativo di conciliazione presso il Ministero, trattandosi di motivazioni (la pronuncia del Consiglio di Stato) diverse da quelle avanzate dalla sigla Saese, che per prima ha proclamato lo sciopero». Per l’ associazione di consumatori Codacons, invece, la protesta è «assurda e del tutto sbagliata» e ha creato «pesanti disagi alle famiglie».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this