Perché conviene uscire dal «regime» dei saldi programmati
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fonte:
- Il Mattino
Sono i primi giorni dell’ anno, quelli dei saldi invernali. P untuali come il Natale, il Capodanno e l’ Epifania, sono tornati immediatamente dopo gli acquisti natalizi, secondo un calendario diverso da regione a regione ma che comincia, comunque, dopo le feste di fine anno. Con i saldi, tornano in genere anche le discussioni tra chi vorrebbe che i commercianti possano liberamente scegliere come e quando invitare la gente a spendere a prezzi ridotti e chi invece ritiene che una eccessiva libertà di scelta comprometta i piccoli esercenti, che non riuscirebbero ad essere competitivi nei prezzi rispetto alle medie e grandi strutture di vendita. Apparentemente, il limite legale sulla data di inizio dei saldi servirebbe proprio a tutelare i negozianti, specialmente gli esercizi di vicinato, dalla corsa al ribasso dei prezzi. Specie a Natale, la maggior parte degli italiani non rinuncia a scartare un regalo sotto l’ albero e potrebbe essere comunque disposta a pagarlo a prezzo pieno. Tuttavia, il loro avvio subito dopo lo scambio di doni sotto l’ albero può dimostrarsi solo un’ occasione mancata per comprare regali più sostanziosi, che diventeranno accessibili al portafogli solo pochi giorni più tardi. In un momento di difficoltà economica non è scontato che le scelte di consumo, anche quelle più tradizionali, restino immutate. Si possono fare meno regali, o farli meno costosi, o posticiparli all’ Epifania, come era nella prima tradizione cattolica. O si possono riciclare: secondo un’ indagine di Confcooperative, un italiano su tre quest’ anno si è dichiarato pronto a farlo, vendendoli anche via web. Oltre a questi cambiamenti di costume, ci sono ormai altri due rimedi di mercato per comprare a prezzi più vantaggiosi: rivolgersi agli outlet, dove trovare merce a prezzi ridotti perché appartenente a collezioni passate, ma comunque nuova, in ottimo stato e pur sempre griffata o prodotta dai marchi prediletti; o comprare su internet, dove è sempre un profluvio di sconti, a portata di clic in ogni momento della giornata, con consegna a casa, diritto di recesso e spesso costi di spedizione compresi. Secondo i numeri di Codacons, quest’ anno un regalo su tre è stato comprato on line. Sarà anche per questa concorrenza che molti negozianti, non potendo scegliere quando scontare la merce stagionale, usano la finzione dei pre-saldi riservati alla clientela affezionata. Viene da chiedersi, allora, se i limiti ai saldi giovino a qualcuno, quando pure i negozianti, più o meno velatamente, li aggirano. Forse non tutti sanno che la disciplina dei saldi risale all’ epoca fascista. Fu nel 1939 che vennero introdotte nel commercio le categorie giuridiche delle vendite di liquidazione e straordinarie, alle quali ultime appartengono i saldi di fine stagione, come parte del disegno corporativo dell’ economia fascista. Basterebbe questo a capire lo spirito autoritario della disciplina dei saldi. Anche a volerci dimenticare da dove provengano e per quale motivo furono introdotti, l’ evoluzione del commercio, con le diverse possibilità appena ricordate di acquisti a prezzi scontati tutto l’ anno, dovrebbe far capire ai commercianti stessi che la regolazione dei saldi non conviene più a nessuno e che anzi è dalla loro liberalizzazione che si può provare ad avere qualche occasione in più per incontrare il favore degli acquirenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
serena sileoni
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