Crescono i redditi delle famiglie E riparte la corsa dei prezzi
ma il potere di acquisto degli italiani si rafforza calenda: «investimenti delle imprese su del 5,9%» gentiloni: «risultati da migliorare, non da sprecare»
Marianna Berti ROMA I redditi delle famiglie sono cresciuti dello 0,7% in tre mesi e anche l’ inflazione l’ anno scorso è ripartita. I prezzi nel 2017 hanno ufficialmente detto addio alla deflazione e il tasso di aumento dell’ inflazione si è riportato ai livelli del 2013, all’ 1,2%. La novità è che in questa forbice rimangono margini per risparmiare, dopo un anno di erosione ininterrotta delle riserve. Questo il resoconto dell’ Istat sul trimestre estivo. Periodo propizio anche per le casse dello Stato, con il carico delle tasse e l’ indebitamento in calo. Il primo ai minimi da sei anni e il secondo da dieci. E il premier Gentiloni riassume: «Sono risultati da migliorare, non da sprecare». Mette invece l’ accento sull’ andamento delle aziende il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda: «Aumentano del 5,9% gli investimenti». Segno che le imprese non si sono fatte abbattere dalla riduzione dei profitti. «Siamo sulla strada giusta», dice il titolare dell’ Economia, Pier Carlo Padoan. Le cifre animano anche il dibattito politico e i numeri dell’ Istat diventano uno degli argomenti più popolari, tra due fazioni opposte, chi dà un’ interpretazione positiva e chi invece lamenta una spaccatura tra le statistiche e il «Paese reale». Di «incertezze» parla la Confcommercio anche se riconosce un miglioramento delle prospettive generali del quadro economico. Preoccupate invece le associazioni dei consumatori. A causa del risveglio dei pezzi il Codacons denuncia una «stangata pari a 364 euro a famiglia» mentre per la Federconsumatori solo dal carrello della spesa, rincarato nel 2017 dell’ 1,5%, scaturiscono «aggravi di 267 euro. E anche le prospettive per il 2018 vedono proseguire la corsa dei prezzi. Secondo le stime degli analisti di Intesa San Paolo l’ inflazione dovrebbe continuare a salire gradualmente nei prossimi mesi per attestarsi all’ 1,8% a fine 2018. Coldiretti mette invece in relazione l’ aumento dei prezzi dei prodotti agricoli con l’ andamento climatico anomalo delle ultime stagioni.Spostando l’ attenzione sui prossimi mesi Federdistribuzione vede qualche elemento di preoccupazione «a causa degli incrementi annunciati per quanto riguarda le bollette di luce e gas e i trasporti (autostrade, ecc). L’ inflazione potrebbe risalire, ma si tratterebbe di un rialzo dei prezzi negativo, cioè non determinato dalla tensione del rapporto tra domanda e offerta a favore della prima, bensì da una serie di aumenti destinati a ridurre il potere d’ acquisto delle famiglie e quindi a diminuire il già debole impulso alla ripresa dei consumi. In più il dato di dicembre conferma un’ inflazione complessiva stabile al di sotto dell’ 1%, nonostante l’ impulso al rialzo di fattori stagionali quali i prezzi dei principali mezzi di trasporto (navi, aerei, ecc)».Guardando i dati più da vicino si possono osservare alcune dinamiche. Si parte dal fatto che i redditi delle famiglie crescono, accelerando il passo rispetto al secondo trimestre. E bene va anche il confronto annuo (+2,1). Si tratta però di un dato medio. Non sappiamo, infatti, come la ricchezza si sia effettivamente distribuita. Non conosciamo inoltre quale sia la fonte di guadagno. Difficile comunque pensare che una spinta arrivi dalle retribuzioni contrattuali, ancora al palo. Di certo i prezzi per ora, seppure in crescita, non hanno intaccato la capacità di spesa (+1,1% su base annua). I consumi però rallentano la loro corsa. Evidentemente gli italiani hanno fatto fronte alle spese più necessarie e ora possono permettersi di mettere qualcosa da parte, tornando così a fare, almeno le «formiche». Sicuramente qualcosa di quel che esce dai portafogli va via per supplire ai rincari su bollette (+2,9%), carburanti (+6,2%) e alimentari freschi (+3,6%). Questo quel che è stato per l’ intero 2017. Nessuna sorpresa arriva poi dall’ ultimo mese dell’ anno, dove si verifica il tradizionale «caro vacanze», con effetti concentrati sui voli e sui pacchetti per vacanze in montagna. Continuano poi a farsi sentire i tagli sulle rette universitarie, entrati in vigore ad ottobre. Ma in generale a dicembre il tasso di inflazione resta stabile allo 0,9%, mentre nell’ Eurozona si registra una leggera frenata. Nonostante ciò il tasso medio rimane più alto, all’ 1,4%.
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