Crescono i redditi delle famiglie Ma i consumi restano al palo
Claudia Marin ROMA LE FAMIGLIE vedono crescere il potere d’ acquisto, tanto da tornare a risparmiare. Ma restano guardinghe nei consumi, che restano al palo o addirittura rallentano. Anche se, nel complesso del 2017, l’ Italia dice addio alla deflazione, con il livello dei prezzi che risale dell’ 1,2 per cento (1,5 se si considera il cosiddetto carrello della spesa). Mentre si riduce la pressione fiscale e i conti pubblici presentano un deficit in calo. È questa l’ ultima fotografia aggiornata dello stato di salute economica delle famiglie e dello Stato scattata sul terzo trimestre dello scorso anno e, per i prezzi, su tutti e dodici i mesi passati. Soddisfatti il premier, i ministri, il leader del Pd. «Dati incoraggianti sui conti pubblici: comincia a scendere la pressione fiscale, cresce finalmente il potere d’ acquisto delle famiglie», riassume Paolo Gentiloni. «Risultati da migliorare, non da sprecare», avverte. E punta sui risultati delle imprese il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda: «Aumentano del 5,9% gli investimenti». «Siamo sulla strada giusta», insiste il titolare dell’ Economia, Pier Carlo Padoan. Incalza Matteo Renzi: «In cinque anni le tasse sono scese di due punti. Per i prossimi cinque anni dobbiamo farne altri due». TUTT’ ALTRA la musica delle opposizioni. «Gli unici 2 punti che riusciranno a tagliare sono quelli nelle intenzioni di voto», attaccano da Forza Italia. E di presa in giro degli italiani parlano gli esponenti di 5 Stelle e Liberi e Uguali, sottolineando la distanza tra le statistiche e il Paese reale. Anzi, il Codacons, a causa del riemergere dell’ inflazione, denuncia una «stangata pari a 364 euro a famiglia». Mentre per Federconsumatori solo dal carrello della spesa, rincarato nel 2017 dell’ 1,5%, scaturiscono «aggravi di 267 euro». POLEMICHE a parte, quello che emerge dai numeri dell’ Istat è un Paese con qualche luce in più, ma anche con il permanere di ombre. I redditi delle famiglie crescono, accelerando il passo rispetto al secondo trimestre, con un +0,7%. Un incremento che, però, non sappiamo dove si concentra e da dove derivi, tanto più che i rinnovi contrattuali sono fermi. I prezzi per ora, seppure in crescita, non hanno intaccato la capacità di spesa. Sicuramente a guidare il trend rialzista sono i rincari su bollette (+2,9%), carburanti (+6,2%) e alimentari freschi (+3,6%). I consumi, del resto, rallentano la corsa. E gli italiani possono mettere qualcosa da parte, tornando così a risparmiare. LUCI anche sul versante della finanza pubblica. Il dato positivo riguarda la pressione fiscale. Nel terzo trimestre del 2017 è scesa al 40,3%, in riduzione di 0,4 punti rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente. Un valore che non si vedeva dal 2011. Ma va bene anche il deficit. Nei primi nove mesi dell’ anno si è assestato al 2,3% del Pil, in miglioramento di 0,2 punti rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente, toccando il livello più basso degli ultimi dieci anni. Nel calcolo dell’ indebitamento netto, l’ Istat non ha tenuto conto, come del resto il governo, degli interventi finanziari per il salvataggio delle banche. Complessivamente, il fondo creato dall’ esecutivo è pari a 20 miliardi. Un’ impostazione assunta in attesa che sia Eurostat a esprimere il suo parere.
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