6 Gennaio 2018

Saldi, si spende meno

confesercenti: “settore allo stremo. è necessario dare fiato alle famiglie e alle imprese” codacons: “solo il 40% degli italiani conta di approfittare delle vendite di fine stagione”
Itanto attesi saldi sono arrivati: la gente gira per negozi ma non compra. L’ interesse c’ è ma mancano i soldi. Ecco perché si spende poco anche se scarpe, maglie e ogni altro capo potrebbe essere acquistato a metà prezzo. “Questi saldi 2018 cadono ancora in un momento di estrema difficoltà del settore abbigliamento e calzature e possono comunque rappresentare una occasione di recupero per l’ impresa diffusa” ha spiegato Valter Giammaria, presidente della Confesercenti di Roma aggiungendo come “anche questa volta abbiamo, purtroppo, assistito al caos più completo con tantissime attività che in spregio del rispetto delle regole che lo vietano hanno effettuato ‘sconti’ nel periodo inibito, non solo per mezzo di messaggi ma anche esponendo platealmente in vetrina percentuali di sconto ad esempio del 30-50% e ovviamente con una pressoché assente azione di controllo e sanziona mento”. “La fotografia che appare – continua Giammaria – è quella di un settore allo stremo. Per il 75% degli intervistati, infatti, il 2017 ha continuato ad essere un anno di estrema difficoltà e ciò significa che se, come sembra, la stessa situazione si ripetesse nel corso del 2018, molti commercianti non andrebbero più avanti. C’ è necessità di una decisa inversione di tendenza bisogna dare fiato alle famiglie e alle imprese. A dimostrazione delle sofferenze del settore bisogna conside rare che, dal 2008 al 2017, le quote di spesa dedicata dalle famiglie di Roma e del Lazio all’ abbigliamento e alle calzature si è ridotta quasi del 25%. Stimiamo, difatti, che la spesa a famiglia a Roma e nel Lazio si attesterà in media intorno ai 250/300 euro, anche perché il saldo invernale è, comunque, l’ occasione per l’ acquisto di capi ‘importanti’ quali ad esempio cappotti, piumini, giacconi etc…”. “Le vendite di fine stagione o saldi invernali – precisa Valter Giammaria – rappresentano, ancora, per il nostro settore un importante occasione di recupero e per questo riteniamo che ad esse debba essere ridato il loro originario significato. Averne di continuo anticipato la data di inizio ha di fatto completamente snaturato questo tipo di vendita speciale a danno sia delle piccole e medie imprese del dettaglio che conseguentemente del consumatore determinando una confusione totale sulle varie forme di vendite straordinarie. I saldi debbono tornare ad essere delle reali vendite di fine stagione da effettuarsi nei periodi originariamente previsti, posticipandone, quindi, l’ attuale data di avvio. Inoltre, è necessario che la Pubblica amministrazione si impegni a far rispettare le regole, perche non è possi bile continuare come oggi dove si assiste alla completa inosservanza delle stesse a cominciare da quelle previste per le vendite di fine stagione”. “I saldi – conclude Giammaria – sono un evento per la promozione del territorio oltreché un occasione vantaggiosa di acquisto per i consumatori. Ulteriori deregolamentazioni non sarebbero altro che nuovi colpi alle piccole imprese, allo loro presenza nei quartieri e nei rioni accelerando una fine che se non si cambia registro è ormai prossima”. Ma c’ è anche chi ritiene che sia tempo di cambiare. “I saldi di fine stagione sono oramai obsoleti e su perati, non incontrano più l’ interesse dei consumatori e, pertanto, vanno aboliti per legge” ha detto il Coda cons, che sottolinea come siano profondamente cambiate le abitudini d’ acquisto dei cittadini e come i saldi in partenza domani faranno registrare l’ ennesimo flop. “Ancora una volta le vendite durante i saldi faranno registrare una contrazione- spiega l’ associazione – Le famiglie infatti non prevedono di effettuare grandi acquisti durante gli sconti né dedicheranno significativi budget di spesa ai saldi, al punto che solo il 40% degli italiani conta di approfittare delle vendite di fine stagione per fare qualche acquisto nei negozi”. Secondo il presidente del Codacons Carlo Rienzi “il flop dei saldi è da attribuire sia alla partenza degli sconti a ridosso delle festività natalizie e di Capodanno, quando i portafogli degli italiani risultano già svuotati dalle spese per regali, pranzi e cenoni, sia a profonde modifiche nelle abitudini dei consumatori. I cittadini possono infatti acquistare tutto l’ anno prodotti scontati attraverso le piattaforme e -commerce, con il commercio online che attira un numero sempre crescente di acquirenti, al pari di iniziative come il Black Friday che hanno portato le famiglie ad anticipare acquisti prima relegati al periodo dei saldi”. Secondo le stime del Codacons il budget medio nazionale dedicato ai saldi invernali scenderà quindi a una media di 168 euro a famiglia, con una contrazione del 4% rispetto agli sconti di fine stagione del 2017.

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