6 Gennaio 2018

Prezzi: l’ inflazione annua sale a più 1,6%

gli aumenti registrati a bolzano più alti che a livello nazionale ed europeo. ctcu: «all’ origine c’ è il costo delle aree»15-19 gennaio
BOLZANOBrutte notizie per i consumatori: l’ inflazione torna a salire. E in Alto Adige più che nel resto d’ Italia. Non è una novità ma una tendenza ormai consolidata. A dicembre 2017, nel Comune di Bolzano l’ indice generale dei prezzi al consumo per l’ intera collettività – Nic con tabacchi – è salito dell’ 1% rispetto allo scorso mese di novembre, mentre rispetto a dicembre 2016 segna +1,6% (a novembre questo valore era ancora pari a +1,8%), contro il più 0,9% che è la variazione tendenziale registrata a livello nazionale e l’ 1,4% a livello europeo.Anche i corrispondenti valori dell’ indice Nic senza tabacchi, registrati nel Comune di Bolzano questo mese sono rispettivamente: +1% e +1,6%.Il maggiore incremento congiunturale (cioè rispetto al mese scorso) si registra a dicembre nella divisione Servizi ricettivi e di ristorazione (+2,1%), seguita dai trasporti (+1,7%), ricreazione, spettacolo e cultura (+1,6%) e altri beni e servizi (+0,3%). Invariati rispetto allo scorso novembre sono i settori abbigliamento e calzature, abitazione, acqua, energia e combustibili, comunicazioni e istruzione, in ribasso appaiono invece i prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,2%).La ristorazione. Il maggior incremento tendenziale (cioè rispetto allo stesso mese dell’ anno precedente) si registra a dicembre nei Servizi ricettivi e di ristorazione (+3,2%), seguiti dalle divisioni trasporti (+3,0%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+1,8%), abbigliamento e calzature e Servizi sanitari e spese per la salute (entrambi +1,5%).In ribasso rispetto a dicembre 2016 i settori istruzione (-14,4%), comunicazioni (-1,6%) e abitazione, acqua, energia e combustibili (-0,4%).Entrando nel dettaglio è interessante vedere come, nel confronto fra quest’ anno e l’ anno scorso, l’ inflazione per quanto riguarda i prodotti alimentari e le bevande sono aumentate in media dell’ 1,8%, ma ci sono prodotti che hanno avuto variazioni molto forti. Ecco qualche esempio: si parla di un più 14% per il burro e del 7,9% per l’ olio d’ oliva, 5,3%per la carne ovina e caprina. Rispetto al dicembre del 2016, nel mese che ci siamo appena lasciati alle spalle, è costato di più – e salvo miracoli sarà così anche nei prossimi mesi – andare dal calzolaio a farsi riparare le scarpe (+4,3%); saliti i prezzi dell’ abbigliamento maschile in particolare (+3%) e dell’ abbigliamento in genere (+1,4%). Si spende di più per riscaldare le abitazioni (+3,1%), per il gas (+1,5%), per i servizi idraulici (+2,7%). I consumatori. «L’ inflazione – commenta Walther Andreaus, direttore del Centro tutela consumatori – torna ad alzare la testa e i consumatori devono stare attenti. In queste situazioni quando si va a fare la spesa è importante confrontare i prezzi. Un consiglio questo che vale ovunque e in particolare in una realtà come quella di Bolzano, dove il costo della vita è uno dei più alti d’ Italia. Ed è inutile sperare in un’ inversione di tendenza». E questo come si spiega?«Tutto parte dal costo dei terreni che in Alto Adige sono, per usare un eufemismo, alle stelle. Questo ha conseguenze su tutto: dal prezzo delle abitazioni a quello degli affitti degli appartamenti, ma anche dei negozi e di riflesso sui prodotti o sui servizi offerti. Per questo, nell’ ambito della discussione sulla nuova legge urbanistica provinciale, avevamo chiesto venisse previsto un aumento degli oneri di urbanizzazione a favore dei Comuni, a carico dei proprietari. Ma la nostra proposta non è stata accolta ». Le famiglie. «La ripresa del tasso di inflazione ha avuto effetti diretti sulle tasche degli italiani – spiega il presidente Carlo Rienzi, presidente dell’ associazione consumatori nazionale Codacons – in quanto ha causato un maggiore esborso nel corso del 2017 mediamente pari a più 364 euro a famiglia».«Per i prossimi mesi – aggiunge il presidente di Federdistribuzione Giovanni Cobolli Gigli, commentando i dati Istat – c’ è qualche elemento di preoccupazione a causa degli incrementi annunciati per quanto riguarda le bollette di luce e gas e i trasporti (autostrade, ecc). L’ inflazione potrebbe risalire, ma si tratterebbe di un rialzo dei prezzi negativo, cioè non determinato dalla tensione del rapporto tra domanda e offerta a favore della prima, bensì da una serie di aumenti destinati a ridurre il potere d’ acquisto delle famiglie e quindi a diminuire il già debole impulso alla ripresa dei consumi».

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