6 Gennaio 2018

Una stangata dopo l’ altra Sardi coi portafogli vuoti

Poveri consumatori, studenti, pendolari, automobilisti con i portafogli sempre più vuoti. Aumenta ogni cosa: benzina, acqua, luce, assicurazioni, alimentari, ristoranti, libri e quaderni per la scuola. Botte che nel bilancio familiare complessivo del 2018 peseranno in media oltre 940 euro. Puntuale come la brutta influenza di stagione è arrivata nei giorni scorsi la notizia sui prossimi rincari di prezzi e tariffe, e ieri, per rimestare ancora, dagli ultimi dati sull’ inflazione diffusi dall’ Istat è emersa – secondo i Consumatori – una stangata 2017 di circa 364 euro a famiglia. L’ ACQUA «Un colpo pesante per i cittadini, ancora di più per quelli sardi, che certo non stanno benissimo e faticano a uscire dalla crisi», avverte Andrea Pusceddu, responsabile di Federconsumatori nell’ Isola. «I rincari delle tariffe, penso in particolare a quelli dell’ acqua annunciati da Egas, sono ancora meno giustificati se pensiamo alla qualità del servizio che abbiamo in cambio. Insomma, è vero che in Sardegna l’ acqua costa meno che nel resto d’ Italia, ma è anche vero che rispetto alla gestione paghiamo tantissimo. Ma il peggio deve ancora venire: quando ci sarà la tariffa unica nazionale – probabilmente entro il 2018 – prevediamo aumenti del 50%». ALTROCONSUMO Nel primo trimestre di quest’ anno – rileva Altroconsumo – ci aspettano bollette della luce più care del 5,3%, ma gli aumenti investiranno tutti i settori: costerà di più fare la spesa e mangiare fuori; riprenderà la corsa del prezzo dei carburanti, e da energia e benzina scaturiranno incrementi dei listini al dettaglio per complessivi 209 euro. Per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti) un nucleo familiare tipo dovrà affrontare una maggiore spesa pari a circa 80 euro; proseguiranno i rincari anche per i servizi bancari, già certificati nel 2017, e in salita risulterà anche l’ Rc auto. Più caro anche mandare a scuola i figli, tra corredo, libri, mense e altri costi legati all’ istruzione (circa 40 euro annui). «Cifre che allarmano, e non fanno altro che intaccare il reddito già basso dei sardi», avverte il referente per la Sardegna Francesco Mattana, «la nostra è una terra in cui lo svantaggio e la povertà si trasmettono ai figli, come una maledetta eredità, un circolo vizioso che compromette il futuro anche di tantissimi bambini. Ci vuole uno sforzo imponente, soprattutto sul fronte dell’ occupazione, poi, si possono adottare altre misure, ad esempio creare gruppi di acquisto solidale sempre più ampi». L’ ISTAT Intanto, è certificato che i prezzi sono tornati a crescere nell’ anno appena concluso: +1,2% – fa sapere l’ Istat. E se l’ addio alla deflazione è positivo per lo stato di salute dell’ economia, lo è decisamente meno per le tasche dei cittadini. Se per Confcommercio i dati sono «di buon supporto» per il 2018, le associazioni parlano di salasso. Secondo l’ Unione nazionale consumatori, la «pessima notizia» si traduce in una maggior spesa annua complessiva di 469 euro per le famiglie con due figli. Per i genitori con un solo bimbo la spesa sarebbe pari a 432 euro, mentre per una coppia senza figli è stata di 365 euro. Leggermente più ottimista il calcolo del Codacons, che stima un rincaro medio a famiglia di 364 euro. L’ aumento dei prezzi dei soli alimentari comporta un esborso di 102 euro. L’ ANALISI Paolo Mattana, docente di Economia politica, direttore del Dipartimento di Scienze economiche dell’ Università di Cagliari, raccomanda «prudenza e attenzione» nel commentare i rincari. «Capisco che i cittadini si sentano in qualche modo “rapinati” dallo Stato, ma consideriamo anche che da un lato ci sono i prezzi che dipendono direttamente da congiunture internazionali, come le quotazioni petrolifere, e che una serie di aumenti servono a sostenere le politiche del governo. Ad esempio, se Alcoa riparte, grazie al decreto che taglia i costi per le aziende energivore, la differenza ricade sulla collettività ma in cambio recuperiamo molti posti di lavoro, vitali per quel territorio e per la Sardegna. Poi, sì, servirebbe una migliore comunicazione, e per quanto riguarda i rincari da parte dei privati, come banche e poste, una maggiore concorrenza sarebbe utilissima».
cristina cossu

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