6 Gennaio 2018

Nel 2017 è tornata l’ inflazione Prezzi cresciuti dell’ 1,2%

la deflazione del 2016 è solo un ricordo. beni e servizi più cari
È tornata l’ inflazione, negli anni ’70 timore dei salariati e oggi quasi richiesta per consentire una minima svalutazione dei debiti, soprattutto di quello pubblico. Ora dopo una bonaccia, il carovita è tornato ad affacciarsi in Italia. Con la fine del 2017 l’ Italiasi lascia definitivamente alle spalle la deflazione, dato che i prezzi al consumo registrano un aumento dell’ 1,2% nell’ anno, a fronte della flessione dello 0,1% registrata nel 2016. I dati Istat sono buone notizie per lo stato di salute dell’ economia, un po’ meno per i consumatori. Se per Confcommercio i dati sono «di buon supporto» per il 2018, le associazioni, parlano di «stangata» e denunciano per il 2017 rincari intorno ai 400 euro. La crescita è dovuta in particolare ai prezzi degli alimentari, inclusi gli alcolici, che registrano un aumento dell’ 1,8% su anno, accelerando rispetto al 2016, quando la crescita era stata dello 0,2%. Netta anche l’ inversione di tendenza dei prezzi degli energetici, chepas sano da un calo del 5,6% a un aumento del 4,6% nel 2017. Inoltre l’ Istat rileva che la cosiddetta «inflazione di fondo», al netto di energia e alimentari freschi, aumenta dello 0,7%, una crescita non molto più elevata di quella del 2016, quando era stata dello 0,5%.Le associazioni dei consumatori fanno i conti sui portafogli delle famiglie. Secondo l’ Unione Nazionale Consumatori, la «pessima notizia» dell’ aumento dell’ inflazione si traduce in una maggior spesa annua complessiva di 469 euro per le famiglie con due figli. Per i genitori con un solo erede la spesa sarebbe pari a 432 euro, mentre per una coppia senza figli a 365 euro. Leggermente più ottimista il calcolo del Codacons, che stima un rincaro medio a famiglia di 364 euro. L’ aumento dei prezzi dei soli alimentari, sempre secondo l’ associazione, comporta un esborso da 102 euro e quello dei trasporti, una spesa di 110 euro in più. Intanto anche per dicembre l’ istituto di statistica segnala un aumento dell’ inflazione, che cresce dello 0,4% su novembre e dello 0,9% su anno, lo stesso ritmo di novembre. Una stabilità che, spiega ancora Istat, dipende sia dall’ accelerazione della crescita dei prezzi dei trasporti, sia dal rallentamento della crescita dei prezzi dei beni alimentari non lavorati e dei beni energetici non regolamentati. Più tiepido l’ aumento mensile del cosiddetto carrello della spesa, i cui prezzi salgono dello 0,1%, mentre su anno i prezzi per la cura della casa e della persona segnano ancora un incremento dell’ 1,3%. La crescita dei prezzi a dicembre, seppure «moderata», per Confcommercio può essere interpretata «positivamente» come indizio di «una chiusura d’ anno in crescita», anche in previsione di un anno che resta «denso di incertezze». L’ inflazione italiana, sottolinea l’ organizzazione, rimane «nella media dei Paesi dell’ Unione economica e monetaria, confermando le aspettative di un’ uscita morbida dalla fase di tassi bassi». Nell’ eurozona, intanto, i prezzi al consumo crescono dell’ 1,4% annuo a dicembre dopo l’ 1,5% di novembre. Fil. Cal.

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