5 Gennaio 2018

Sacchetti: governo smascherato

il ministero della salute: obbligo di buste nuove per motivi sanitari. l’ unione europea: il nostro obiettivo era un altro. arrivano le prime denunce
Sorpresa: a chiedere un obolo sulla spesa giornaliera non è stata l’ Europa. La colpa gliel’ ha data il governo, ma ieri uno squarcio di verità si è aperto sul provvedimento delle bustine, lasciando ruzzolar per terra altra rabbia malamente repressa dagli italiani, già angustiati dai rincari su gas, energia e autostrade. E dire che lo stesso governo proprio in queste ore ha cercato di mettere una pezza al sacchetto, cercando di coprire quello che viene vissuto dagli italiani come un racket sulla propria pelle. Spiegando che sì, il cliente può portarsi il sacchetto da casa. A patto che sia… nuovo. Proprio così. A raccogliere il coraggio che ci vuole per prendere una posizione simile, per conto del ministero della Salute, è stato il segretario generale del dicastero Giuseppe Ruocco: “No al riutilizzo dei sacchetti bio quando si acquista frutta e verdura al supermercato, ma non siamo contrari all’ impiego di buste monouso nuove che il cittadino può portare da casa”. Comprandola, quindi: il che è esattamente ciò che la gente voleva evitare. Ma c’ è di più, e di peggio, nella “spiegazione” del segretario del ministero della Lorenzin: “Il problema inizialmente non era sanitario, bensì ambientale – ha ricordato il segretario generale – poi il ministro del l’ Ambiente ci ha chiesto un parere che verosimilmente sarà inserito in una circolare unica Ambiente -Salute. Dobbiamo allo stesso tempo assicurare il mantenimento dell’ igiene e della sicurezza dei locali”, ha ribadito Ruocco, cercando di “contemperare le esigenze di libertà e di sicurezza”. Insomma, se vi hanno detto per anni che è il riutilizzo a salvare l’ ambiente, ora arriva il contrordine, perché “determinerebbe il rischio di contaminazioni batteriche con situazioni problematiche”, mentre la libertà citata in precedenza è quella del cittadino a portarsi i sacchetti da casa, “a patto che siano monouso e idonei per gli alimenti”. Praticamente, deve essere un produttore di sacchetti? Chissà… E chi dovrà controllare? Altro mistero, ma stavolta buffo, perché per Ruocco il titolare dell’ esercizio commerciale “avrebbe ovviamente la facoltà di verificare l’ idoneità dei sacchetti monouso introdotti”. E l’ Europa? Tirata per la giacca nella polemica dal governo, che ha tentato di trovare uno schermo dalle critiche, è intervenuta a fare chiarezza. To gliendo quindi lo schermo al governo stesso che a questo punto, profittando dell’ approssimarsi del Carnevale, farà bene a mettersi direttamente una maschera: “L’ obiettivo della legislazione Ue è di utilizzare le buste di plastica solo quando ce n’ è davvero bisogno. Altrimenti vanno usati, quando praticabile, borse o sacchetti riutilizzabili per il trasposto dei prodotti dai negozi a casa”. Parole e musica di Enrico Brivio, portavoce della Commissione europea per l’ Ambiente e i trasporti. Che ha così fatto capire che il presunto divieto per i clienti dei supermercati italiani di usare sacchetti o borse portati da casa per fare la spesa non è stato direttamente deciso dalla normativa dell’ Unione europea. Perché invece “l’ obiettivo della direttiva Ue del 2015 (Ue 2015/720) era quello di porre un freno all’ uso nell’ Ue di buste di plastica – ha spiegato il portavoce della Commissione europea – che oggi vengono consumate al ritmo preoccupante di 100 miliardi all’ anno”. In Italia invece si è reso obbligatorio comprarne una per ogni prodotto sfuso acquistato. Intanto chiaramente fioccano le denunce delle associazioni dei cosiddetti consumatori, nome che proprio in tempi di terminologie fatte apposta per colpevolizzare la gente dovrebbero definitivamente abbandonare. Il Codacons ne ha presentate in 104 procure per truffa.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this