Sì ai monouso portati da casa
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
la nota del ministero della salute che però vieta il riutilizzo per motivi igienici
ROMA – Non si fermano le polemiche sui sacchetti bio per l’ ortofrutta a pagamento, e il Ministero della Salute interviene: sì alle buste monouso portate da casa, ma no al riutilizzo, per motivi igienici. «Non siamo contrari al fatto che il cittadino possa portare i sacchetti da casa, spiegano al Ministero, a patto che siano monouso e idonei per gli alimenti». «Il riutilizzo dei sacchetti – precisa il direttore generale del Ministero, Giuseppe Ruoccodeterminerebbe infatti il rischio di contaminazioni batteriche». Il titolare dell’ esercizio commerciale «avrebbe ovviamente la facoltà di verificare l’ idoneità dei sacchetti monouso introdotti». «Il fatto che si possano portare da casa sacchetti Il Co nuovi per la spe- sa di frutta e ver- ha pre dura è pura teo ria – ribatte il preun es sidente di Feder distribuzione, a 104 p Giovanni Cobolli Gigli -, perché il consumatore per essere in regola dovrà trovare esattamente quelli che si usano nei punti vendita, dello stesso peso, biodegradabili e biocompostabili. Quello che chiediamo ai ministeri è più semplificazione e più chiarezza». Intanto un portavoce della Commissione europea ha spiegato ieri che la direttiva sui sacchetti a pagamento (recepita in Italia al 1° gennaio) nasce dalla «grande preoccupazione» per i 100 miliardi di buste di plastica prodotte ogni anno e destinate a restare nell’ ambiente per 100 anni. La norma europea si basa sul principio «chi inquina paga». Tutti i Paesi Ue, ad eccezione di Spagna e Romania, l’ hanno già recepita.Le borse di plastica di qualsiasi tipo «non possono essere distribuite a titolo gratuito» dai supermercati, spiega il Ministero in una circolare diffusa ieri e «il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino». Intanto su Twitter continuano le polemiche e le accuse al Pd di favoritismo alla Novamont. Ma molti difendono il provvedimento e qualcuno la butta sul ridere inventando nuovi slogan. Sia il Codacons che l’ Unio ne nazionale consumatori denunciano che alcuni supermercati fanno pagare i sacchetti a chiunque acquista ortofrutta, anche se non li usa (per esempio attaccando l’ adesivo col prezzo sul prodotto). Il Codacons annuncia un esposto per truffa a 104 procure. «Chiediamo alle procure di aprire indagini sul territorio alla luce del possibile reato di truffa, verificando il comportamento di ipermercati, supermercati ed esercenti nella vendita dei sacchetti biodegradabili», commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «Questo – prosegue perché stanno arrivando segnalazioni da parte dei consumatori di tutta Italia che denunciano come il costo degli shopper venga loro addebitato anche in assenza di acquisto dei sacchetti, in modo del tutto illegittimo».«In sostanza – continua Rienzi – se un consumatore decide di acquistare un prodotto ortofrutticolo sfuso senza imbustarlo, ad esempio un ananas, un mango o anche una sola mela, al momento della pesatura la bilancia emette uno scontrino che contiene già al suo interno l’ addebito di 2 o 3 centesimi di euro per il sacchetto di plastica». Per il Codacons si tratta di «una pratica del tutto illecita, che potrebbe configurare l’ ipote si di truffa».
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