4 Gennaio 2018

Le buste di carta per aggirare i sacchetti “bio”

 

ROMAScoppia la polemica sui sacchetti riciclabili a pagamento per l’ ortofrutta, obbligatori per legge dal 1° gennaio. Sui social fioccano le accuse di «nuovo balzello» per i consumatori, e soprattutto di «regalo» del governo all’ azienda leader dei sacchetti biodegradabili in Italia, la Novamont, guidata da Catia Bastioli ritenuta vicina alle posizioni politiche di Matteo Renzi. Giorgia Meloni (FdI) parla di «nuova tassa Pd», mentre per M5S bisognava puntare su sporte riutilizzabili. E Renzi risponde bollando come «bugie» le accuse di favoritismo affermando che il governo ha solo attuato una direttiva europea.Per il ministro dell’ Ambiente Gian Luca Galletti si tratta di un «atto di civiltà ecologica». Su Twitter spopolano però le critiche, ma non manca chi difende il provvedimento. Molti sostengono che pagare 1 o 2 centesimi un sacchetto riciclabile è una questione irrilevante di fronte ai problemi dell’ Italia e del mondo. Brand Angel commenta «mi è venuta voglia di comprare la frutta solo per sperperare soldi in sacchetti biodegradabili». Insiste il deputato M5S Stefano Vignaroli che«bisogna puntare decisi sul riciclo e sulle sporte riutilizzabili», che invece il ministero dell’ Ambiente proibirebbe per motivi sanitari. Il Codacons annuncia che presenterà una diffida al ministero dello Sviluppo economico perché autorizzi i consumatori a portarsi le borse per la frutta da casa. E ancora la replica di Renzi: «Chi vuole inventare bugie si accomodi pure, noi non lo seguiremo», scrive su Facebook, ironizzando sulle accuse di «complotto» e sulla presunta parentela con la Bastioli. Per l’ ex premier «in Italia ci sono circa 150 aziende che fabbricano sacchetti da materiali naturali». In realtà, spiega, «l’ Italia ha attuato una direttiva europea che tende a eliminare la plastica dai sacchetti». «Anziché gridare al complotto – conclude – dovremmo aiutare a creare nuove aziende nel settore della green economy, senza lasciare il futuro nelle mani dei nostri concorrenti internazionali». Smentisce il complotto anche Michele Buonomo di Legambiente: «Non esiste un monopolio aziendale, esistono più produttori di bioshopper a livello italiano e mondiale. Anzi se una volta tanto siamo stati più avanti in termini di ricerca e produzione non mi sembra un problema. Oramai siamo in clima elettorale e quindi hanno tirato fuori Renzi per colpirlo». Anche Galletti ribadisce che «l’ entrata in vigore della normativa ambientale sugli shopper ultraleggeri è un atto di civiltà ecologica, che pone l’ Italia all’ avanguardia nel mondo». I consumatori secondo il ministro pagavano le buste per l’ ortofrutta anche prima «con un ricarico sul prezzo dei prodotti». Invece «oggi il consumatore sa quanto costa l’ impegno di ciascuno per la lotta alle plastiche che infestano i nostri mari».

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