Sacchetti per verdura a pagamento, alta tensione in un supermercato
-
fonte:
- Il Messaggero
LA STORIA Raccontano sia dovuta intervenire la polizia per fermare una donna che proprio non ce la faceva a mandare giù la storia dei sacchetti a pagamento. Siamo a Elce, nel pomeriggio di mercoledì, interno di un supermercato: scoppia violenta la polemica sui sacchetti riciclabili a pagamento per frutta e verdura, obbligatori per legge dal primo gennaio. Una donna mostra chiari segni di insofferenza nei confronti delle nuove disposizioni, e la sua reazione è forte. Sempre di più con il passare dei minuti, al punto che la strada racconta come i responsabili del supermercato abbiano dovuto chiamare la polizia, con una volante prontamente intervenuta per scongiurare il peggio. Insomma, non solo social network. La protesta almeno in una caso è stata reale oltre che virtuale su internet, dove le proteste e l’ ironia hanno abbondato per tutto ieri. «A mali estremi, estremi rimedi». «Fatta la legge, trovato l’ inganno». Frasi che accompagnano una carrellata di foto di banane, mele, zucchine e mandarini etichettati uno a uno. Neanche il tempo di entrare in vigore insomma, che la legge ha già animato le prime rivolte. Soprattutto sul web, dove decine di consumatori inferociti si sono scagliati contro quello che Codacons ha ribattezzato una «tassa occulta». «Ma quindi oggi devo etichettare ogni singolo mandarino e ficcarmelo in tasca?» si chiede ironico qualcuno su Twitter. E tanti protestano per quella che considerano «un’ ingiustizia», «una truffa» e ancora «un’ assurdità». Sui social però c’ è anche tanta gente che difende il provvedimento. Molti sostengono che pagare 1 o 2 centesimi un sacchetto riciclabile è una questione irrilevante di fronte ai problemi dell’ Italia e del mondo.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: sacchetti
