4 Gennaio 2018

Rivolta contro i sacchetti bio Il governo: è un atto di civiltà

ROMA. La legge che introduce i nuovi sacchetti biodegradabili per frutta e verdura «è un atto di civiltà ecologica che pone l’ Italia all’ avanguardia nel mondo nella protezione del territorio e del mare». Il ministro dell’ Ambiente Gian Luca Galletti difende l’ introduzione dei nuovi shopper da pochi centesimi e definisce le polemiche politiche «solo un’ occasione di strumentalizzazione elettorale». Una risposta diretta all’ accusa di chi, come Giorgia Meloni di Fdi, parla di una «nuova tassa voluta dal Pd». Mentre il Movimento 5 Stelle, con il deputato Stefano Vignaroli, sostiene che «bisogna puntare decisi sul riciclo e sulle sporte riutilizzabili, che invece il ministero dell’ Ambiente, per ora, proibisce per motivi sanitari». Il primo gennaio è entrata in vigore la nuova norma, che deriva da una direttiva euro pea, per diminuire l’ inquinamento da plastica. Per imbustare frutta, verdura, carne e pesce sono obbligatori shopper biodegradabili e compostabili. Il costo, che è deciso dai singoli esercenti e si aggira intorno a 2-3 centesimi a busta, è a carico dei clienti. Secondo le stime del Codacons ogni persona pagherà tra i 20e i 50 euro in più all’ anno. Le proteste in rete «È un nuovo balzello, una tassa occulta a carico dei consumatori», l’ accusa dell’ associazione dei consumatori. Secondo Assobioplastiche la spesa annuale per ogni famiglia oscillerà invece fra 4,17 e 12,51 euro. Sui social network sono tanti i post, tra battute, prote ste («niente spesa da chi ti obbliga a comprarli») e fake news sulla legge votata ad agosto. E c’ è anche chi parla di «regalo» del governo all’ azienda leader dei sacchetti biodegradabili in Italia, la Novamont, guidata da Catia Bastioli, ritenuta vicina a Matteo Renzi. Il segretario del Pd è intervenuto per respingere le accuse: «Chi vuole inventare bugie si accomodi pure, noi non lo seguiremo. Buon complotto a tutti». Per l’ ex premier «in Italia ci sono circa 150 aziende che fabbricano sacchetti da materiali naturali». In realtà, spiega, «l’ Italia ha attuato una direttiva europea che tende a eliminare la plastica dai sacchetti». Sui social però c’ è anche tanta gente che difende il provvedimento. Molti sostengono che pagare 1 o 2 centesimi un sacchetto riciclabile è una questione irrilevante di fronte ai veri problemi dell’ Italia. Multe fino a 25mila euro Nei supermercati della grande distribuzione intanto la nuova norma è già pienamente rispettata. Nei piccoli rivenditori invece in molti casi non sono state ancora introdotte le nuove buste biodegradabili. La multa per chi non rispetta l’ obbligo è particolarmente severa. La sanzione va da 2.500 a 25 mila euro e può aumentare fino a 100 mila se il trasgressore ha un ingente quantitativo di borse di plastica non a norma.

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