3 Gennaio 2018

Sacchetti biodegradabili, ecco quanto ci costano. E sui social partono i boicottaggi

 

Se i prezzi non varieranno, la maggiore spesa per il singolo consumatore data dall’ obbligo, scattato il 1° gennaio, di utilizzare sacchetti biodegradabili e compostiabili per l’ acquisto dei prodotti alimentari sfusi dovrebbe attestarsi sui 6 euro l’ anno, che potrebbero salire fino a 15 euro per la famiglia composta da due adulti e un bambino. Lo stima l’ Adoc, parlando di “un rincaro contenuto ma che poteva essere evitato se il governo avesse previsto alternative, ecologiche e sostenibili, ai nuovi sacchetti biodegradabili”.Quanto “pesano” gli shopper?Il calcolo, spiega una nota, si basa sul prezzo medio rilevato di 3 centesimi di euro a sacchetto, moltiplicato per un acquisto di circa 200 sacchetti l’ anno.Secondo un sondaggio condotto dalla stessa associazione, il 65% dei consumatori è comunque d’ accordo con la scelta di introdurre questo tipo di sacchetti. “A dimostrazione che i cittadini premiano sempre di più gli interventi legati alla sostenibilità e alla tutela dell’ ambiente, anche se questi vanno ad incidere sulle loro tasche, il prezzo non è più la sola e unica componente da tenere in considerazione”, commenta Roberto Tascini, presidente di Adoc, “la ricerca di una maggiore qualità del prodotto/servizio offerto, il rispetto dell’ ambiente e delle politiche di sostenibilità sono ormai fattori chiave nelle scelte dei consumatori”. Perl’ Osservatorio di Assobioplastiche invece l’ aggravio per famigliaoscillerà in totale tra 4,17 e 12,51 euro.- jo (@joem5s) 3 gennaio 2018Il Codacons diffida il ministeroMa il tema spacca l’ opinione pubblica. Secondo il Codacons l’ 85% dei consumatori italianiè nettamente contrario alla nuova norma. “Abbiamo chiesto ai consumatori cosa ne pensino degli shopper a pagamento nei supermercati e del costo dei sacchettivariabile tra 1 e 3 centesimi di euro, e la stragrande maggioranza degli intervistati (l’ 85%) ha espresso totale contrarietà ritenendo sbagliata tale misura – spiega il Codacons. “Cosa ancora piùincomprensibileè il divieto di utilizzare shopper portati da casa o le vecchie borse a rete molto utilizzate in passato, soluzioni che permetterebbero da un lato di ridurre il consumo di plastica e proteggere l’ ambiente, dall’ altro di evitare inutili costi a carico delle famiglie”.Il Codacons pertanto presenterà domani una diffida al ministero dello Sviluppo economico affinché emani una circolare che autorizzi i consumatori a portare da casa sacchetti o buste trasparenti per imbustare frutta e verdura nei supermercati.Bufale e boicottaggi (inutili)Legambiente prova a smentire le “bufale” sugli shopper (dalla cosiddetta ‘tassa occulta’ alla questione del monopolio di Novamont, azienda a cui si deve l’ invenzione del Mater-Bi): “Polemiche da campagna elettorale – secondo il direttore generale di Legambiente Stefano Ciafani – Sarebbe utile che ci si preoccupasse dei cambiamenti climatici e dell’ inquinamento causato dalle plastiche non gestite correttamente, e che si accettassero soluzioni tecnologiche e produttive che contribuiscono a risolvere questi problemi”. Ma è sui social che molti utenti stanno studiando il modo di boicottare il sacchetto obbligatorio. C’ è chi invitaa prezzare singolarmente i prodotti con un’ etichetta a frutto. Espediente che non sempre è utile, dato chelo shopperviene comunque addebitato nello scontrino della spesa.

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