Disabile rischia lo sfratto corsa per salvare l’ alloggio
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fonte:
- Messaggero Veneto
di Laura PiganiVive in un appartamento Ater in largo delle Grazie e ora rischia di perdere il tetto sotto il quale dorme da 28 anni. Lo sfratto esecutivo, infatti, è stato calendarizzato per il 4 gennaio per una donna di 60 anni, affetta da un ritardo cognitivo. L’ anziana, che comunque lavora quattro ore al giorno in una Azienda pubblica di servizi alla persona, non è riuscita a gestire i soldi del suo stipendio.Qualche settimana fa si è rivolta al Codacons, che ha avviato una campagna anche on line (Sos Fvg sfratti) per raccogliere fondi e aiutare la donna, la quale deve all’ agenzia territoriale per l’ edilizia residenziale 2 mila euro entro fine dicembre. «La signora sta subendo uno sfratto per morosità – sottolinea Pierluigi Chiarla, vicepresidente regionale di Codacons -, ma è una persona con un ritardo che la rende fragile e incapace di far fronte da sola alle difficoltà della vita. In più occasioni si è lasciata abbindolare, non riuscendo sicuramente a capire che invece stavano approfittando di lei. Così, a lungo andare, ha perso una somma consistente di denaro che avrebbe potuto usare per pagare l’ affitto Ater. Dovrebbe essere seguita – indica ancora Chiarla – da un amministratore di sostegno. Mi chiedo come sia possibile che si sia arrivati a questa situazione. Perché nessuno tra neuropsichiatra, medico di base e medico del lavoro si è accorto che non poteva farcela da sola?».Il Condacons si è attivato per ottenere un rinvio dello sfratto, per poter gestire in maniera diversa la situazione e porre rimedio ad alcune inesattezze riguardanti la posizione economica della anziana. «Il suo Isee – chiarisce Chiarla – non è corretto: è più alto di quello reale. E, per due volte consecutive, è stato ripetuto l’ errore. Non vogliamo che la nostra associata resti senza casa, quella in cui ha vissuto negli ultimi 28 anni».L’ assessore ai Diritti e all’ inclusione sociale, Antonella Nonino, ha ben chiara la situazione della sessantenne e, assieme al Gruppo Abitare Sociale, Ater e Servizi sociali sta lavorando per evitare lo sfratto. «Il nostro obiettivo è che l’ anziana non esca di casa – assicura la rappresentante di palazzo D’ Aronco – ma in ogni caso non finirà per strada. Le faremo rifare l’ Isee con la massima urgenza e abbiamo fatto richiesta per un amministratore di sostegno affinché sia accompagnata a un uso corretto del denaro, visto che un lavoro ce l’ ha».Riccardo Toso, direttore generale dell’ Ater, conferma la massima disponibilità ad andare incontro alla situazione particolare della signora, ma non per questo a dover rinunciare al recupero dei soldi. «Sarà fissato un incontro con i Servizi sociali per elaborare un piano di rientro» anticipa e smentisce quanto in precedenza dichiarato dal consigliere regionale di Autonomia Responsabile Giuseppe Sibau, che parlava di 300 procedure di sfratto avviate dall’ Ater. «Il numero – spiega Toso – si riferisce alle pratiche legali che non necessariamente si concludono con uno sfratto: in tanti recuperano poi l’ alloggio».Da parte sua, Sibau, per il caso specifico, ha fatto sapere di voler sensibilizzare anche l’ assessore regionale Maria Sandra Telesca.©RIPRODUZIONE RISERVATA.
laura pigani
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