Il Codacons: «Basta con lo scaricabarile»
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
di ANDREA TRAPASSO CARAFFA DI CATANZARO – Non accenna a placarsi la polemica sollevata dal Coda cons sul provvedimento assunto dal sindaco di Caraffa di Catanzaro con cui è stato imposto lo sgombero delle abitazioni e delle aziende agricole in caso di allerta meteo. Se il vicepresidente dell’ associazione dei consumatori, l’ avvocato Francesco Di Lieto, aveva tacciato il primo cittadino di “pilatismo” e definito l’ ordinanza come antidemocratica, il sindaco di Caraffa, Antonio Sciumbata, S.A.CAL. S.P.A. ESITO DI GARA CIG 72E196021DF La procedura per l’ affidamento della Fornitura di Energia Elettrica al punti di prelievo della SACAL SpA presso gli aeroporti di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone. La procedure è state dichiarata infruttuosa. IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO INC. FILIPPO FAALAFARINA proprio dalle colonne di questo giornale, ha ribadito l’ al to livello di rischio idrogeologico che, sul proprio territorio comunale, si registra a ridosso dei corsi d’ acqua, puntando il dito contro le costruzioni abusive e giudicando come fuori luogo l’ ironia utilizzata da Di Lieto su un pericolo reale. Ieri, con una nota, è stato lo stesso vicepresidente nazionale del Codacons a tornare alla carica. «Abbiamo letto che il sindaco – scriva Di Lieto – pur condividendo la sostan ditoriale. Si tratta di aziende, ma anche di civili abitazioni, è bene ricordarlo, realizzate con tutte le autorizzazioni di legge e che hanno pagato ogni tipo di balzello. Per cui è intollerabile assistere allo scaricabarile tra Calabria Verde e Consorzio di Bonifica, su chi sia tenuto ad effettuare gli interventi nell’ area del torrente Fallaco». Di Lieto, a questo punto, rilancia la proposta al sindaco Sciumbata. «Continuiamo a sperare – scrive – che il primo cittadino voglia raccogliere il nostro invito e revocare quell’ ordinanza. Da parte nostra garantiremo il massimo sostegno all’ Am ministrazione comunale laddove decidesse, finalmente, di lottare per costringere chi avrebbe l’ obbligo a provvedere (Regione e Consorzio di Bonifica), ad eseguire tutte le opere indifferibili ed urgenti per la messa in sicurezza del territorio e per scongiurare pericoli per l’ incolu mità dei residenti. Continuiamo a credere – conclude Di Lieto – che quel provvedimento rappresenti un grido di dolore da parte di una comunità, come Caraffa, abbandonata a se stessa. Ma non possiamo tollerare un’ ordinanza che viola diritti costituzionalmente garantiti, che vanno dalla tutela della proprietà privata, al diritto all’ abitazione».
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