27 Dicembre 2017

In due mesi il Pm10 brucia il bonus Ue per gli sforamenti di tutto l’ anno

Andò peggio, nella storia recente, solo nel 2012, quando il bonus finì già il 17 febbraio. Quest’ anno siamo diventati ufficialmente fuorilegge cinque giorni dopo: il 21 febbraio. Quel giorno Milano ha esaurito i 35 giorni concessi dall’ Europa per sforare la soglia limite dei 50 microgrammi per metro cubo di polveri sottili. Un tesoretto concesso tecnicamente per tutto l’ anno ma “bruciato” in meno di due mesi. Dal giorno dopo la Lombardia, e dunque l’ Italia, sono diventati passibili di un procedimento di infrazione da parte dell’ Unione europea che potrebbe implicare sanzioni e prescrizioni. Il bonus esaurito già a febbraio spinge il Codacons a puntare il dito contro il sindaco Beppe Sala, diffidandolo proprio per «l’ inefficienza delle strategie adottate» e proponendo «mezzi pubblici gratis, come a Parigi, nei periodi di massima allerta». In città non si respira, ma anche nel resto della Lombardia non va meglio, la soglia di emergenza è alta ovunque. E piove poco, la Coldiretti ha lanciato più volte l’ allarme siccità, il meteo non aiuta. A Milano, ma anche in tutta la Regione. Gli ambientalisti chiedono interventi più coraggiosi. Come la sostituzione delle caldaie a gasolio che sono una minoranza ma inquinano come la stragrande maggioranza. In città sono ancora 3.274, e di queste un terzo, 803, sono concentrate negli edifici del centro storico. E sprigionano polveri sottili 19 volte superiori agli impianti a metano. L’ altro fronte è quello dei mezzi più inquinanti. La giunta Sala ha varato allora la Low emission zone, un’ area grande come tutta la città all’ interno della quale gradualmente si bandiranno i diesel. Con l’ obiettivo di arrivare nel 2021 a chiudere le porte della città ai motori a gasolio. – i. c.

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