24 Dicembre 2017

Natale, la magia che ci fa spendere (troppo)

 

Le luci di Natale, gli addobbi, i pacchetti con la carta colorata rigorosamente da strappare, i panettoni e i cappelletti in brodo (o qualunque altra cosa sia di tradizione sulla vostra tavola). Resistere alla suggestiva atmosfera natalizia senza spendere e spandere in regali e spese varie richiede davvero una forza di volontà ferrea, condita eventualmente da un po’ di cinismo.

Secondo le stime del Codacons il giro d’affare per il periodo di Natale 2017 sfiorerà i 10 miliardi di euro. Rispetto alla scorso anno spenderemo di più per il cenone, i viaggi e i prodotti hi-tech, mentre il budget per i regali resterà stabile e quello per gli addobbi calerà.

Stando alla ricerca Deloitte, tra l’altro, noi italiani alle feste destineremo in media 528 euro, risultando i più spendaccioni in classifica dopo spagnoli e inglesi.

In testa alla gara per accaparrarsi il nostro budget è il settore alimentare, al quale prevediamo di destinare un 2,8% di spesa in più rispetto al 2016. Non stupisce dunque che i vari supermercati facciano ogni anno del loro meglio per attirarci tra scaffali e corsie con pubblicità ed offerte di vario genere.

Forse non lo sapete, ma in territorio anglosassone parliamo di una vera e propria sfida all’ultimo dollaro (o sterlina) che si combatte cercando di dar vita alla migliore comunicazione natalizia. Le grandi insegne internazionali investono milioni di euro nella creazione di attesissimi spot pubblicitari che diventano veri e propri spettacoli, spesso d’animazione, e che sono in grado di influenzare le scelte di spesa dei consumatori.

È tutta una battaglia di creatività per essere i più originali e soprattutto i più capaci di suscitare emozioni genuine (in Regno Unito si parla di investimenti in pubblicità record da 6 miliardi di sterline per Natale 2017). La catena tedesca di discount Aldi, ad esempio, ha dato vita al personaggio-carota Kevin e a una storia d’amore tra ortaggi che ha il sapore della favola e che su You Tube è già diventata virale. Stesso discorso per Asda, che ha presentato un racconto ispirato a La Fabbrica di Cioccolato, dove tutti i prodotti in vendita al supermercato sembrano frutto della magia.

E che dire dell’adorabile mostro Moz nascosto sotto il letto di un bambino e ideato dalla catena John Lewis come protagonista dello spot per Natale 2017? O della collaborazione stretta da Marks & Spencer con il popolare orso cinematografico Paddington, che nella pubblicità natalizia del brand diventa l’aiutante numero uno di Babbo Natale?

In Italia non siamo abituati a vedere mini-kolossal di questo tipo e spesso in pubblicità ci ritroviamo martoriati dalle solite espressioni smielate e dai soliti quadretti stereotipanti. C’è però chi, anche da noi, prova a gestire la cosa con una certa ironia innovativa. Come Lidl, che con lo spot #beautifullynormal tenta di rompere l’effetto finzione.

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