“Maxi-truffa e riciclaggio” Consumatori contro i bitcoin
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fonte:
- La Stampa
codacons: esposto in 104 procure. la corea del nord dietro gli attacchi hacker
Gli eccessi del Bitcoin? Neanche il mercato dei futures ne è rimasto immune. Ieri si è chiusa la prima settimana di contrattazioni di questo particolare strumento finanziario legato alla moneta virtuale più popolare del momento. Alla Borsa di Chicago (Cboe), primo mercato di opzioni al mondo, il contratto futures sul Bitcoin (prezzo previsto tra un mese) ha superato i 19mila dollari, circa 1.500 dollari in più del valore della moneta digitale. Sospetti su Pyongyang L’ attenzione sulla criptovaluta resta alta e adesso assume anche i toni della spy story. L’ intelligence sudcoreana è convinta che ci sia Pyongyang dietro gli attacchi hacker alle criptovalute, in particolare Bitcoin, e che Pyongyang abbia così accumulato oltre 80 milioni in valuta virtuale. È quanto riferito ieri dalla Bbc. Il network preso di mira è il sudcoreano Bithumb, il più importante del Paese, e il quinto al mondo per volume di transazioni. Ma la paura più grande è che sui cripto-soldi ci sia una maxi-bolla creata per speculare e che potrebbe minare la stabilità finanziaria. Lo dice uno studio della Anglia Ruskin University, del Trinity College di Dublino e della Dublin City University che riferisce di aver raccolto le prove che «dimostrano che il prezzo del Bitcoin è stato artificialmente gonfiato da investimenti speculativi, mettendolo in una bolla». Il mercato dei Bitcoin è valutato attualmente circa 300 miliardi di dollari. Ieri le quotazioni hanno superato i 19mila dollari (+1.600% da inizio anno). La denuncia Intanto le capriole di questo nuovo strumento di pagamento, che si crea in Internet e non è regolamentato da una autorità centrale, finiranno sul tavolo di 104 Procure italiane. Ieri il Codacons ha presentato un esposto per truffa. L’ associazione dei consumatori sottolinea che la «criptovaluta viola norme nazionali e potrebbe nascondere fini illeciti come il riciclaggio». Per questo ha chiesto a 104 Procure di «verificare e identificare coloro che hanno emesso i Bitcoin sul territorio nazionale, nonché i siti web che presentano strategie, trucchi per guadagnare con questo strumento e tutti coloro che la commercializzano senza fornire adeguate garanzie ed informazioni, accertando a carico di tutti coloro che risulteranno responsabili ipotesi di manovre speculative e di truffa». È stato inoltre chiesto sia «il sequestro di quei siti internet che promettono ai risparmiatori guadagni mirabolanti attraverso i Bitcoin», sia «l’ intervento dell’ Antitrust per sanzionare la pubblicità ingannevole. I risarcimenti E nell’ ambito delle battaglie dei consumatori si fa sempre più spazio la figura degli arbitri. È boom, infatti, di ricorsi, davanti all’ arbitro Consob, che interviene nelle controversie con gli intermediari «infedeli» (banche, promotori, sim, sgr, etc) e davanti a quello di Banca d’ Italia (mutui, prestiti, carte di credito). Secondo i dati raccolti dal sindacato First Cisl le vertenze aperte presso l’ arbitro di Consob, a ottobre, erano 1.660 (contro 111 intermediari finanziari, 85 dei quali banche). Valanga di ricorsi invece davanti al più conosciuto arbitro bancario di Bankitalia: ad aprile erano già stati presentati oltre 10.000 ricorsi, il che significa una media di 2.500 controversie al mese contro le 1.800 del 2016 e le 1.100 del 2015. Nella gran parte delle vertenze, dicono le statistiche, le banche e le società finanziarie escono sconfitte. Tuttavia, denuncia First Cisl, questo grande numero di ricorsi resta fantasma e non è ricordato nei rendiconti delle banche. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
sandra riccio
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