Piloti minacciati, tutti contro Ryanair «Atto indegno, scioperare è un diritto»
Giovanni Rossi ROMA RYANAIR minaccia piloti e assistenti di volo in sciopero domani, e l’ Italia intera si rivolta contro la compagnia aerea low cost che dai cieli irlandesi ha conquistato l’ Europa. Ci voleva Michael O’ Leary, uomo forte del vettore più chiacchierato del 2017 – per contratti ‘capestro’ ai lavoratori e soppressioni a sorpresa dei voli – per ricompattare un Paese tradizionalmente diviso. Uno spettacolo, in un certo senso. Se non fosse che le parole di O’ Leary formalizzano un attacco senza precedenti alle conquiste dei lavoratori, aprendo una clamorosa frattura tra l’ Italia e l’ universo anglosassone, non più modello da imitare. O da subire, come nel caso di piloti e assistenti. La lettera del capo del personale Eddie Wilson al personale di base in Italia, con esplicito riferimento a rappresaglie aziendali, prefigura scenari di assoluta criticità. Reazioni sdegnate uniscono Pd e 5 Stelle, renziani e antirenziani, ministri e sindacati, Authority e consumatori, sindaci e Regioni. Larghe intese contro la compagnia. IL GOVERNO Gentiloni schiera un attacco a quattro punte. Giuliano Poletti (Lavoro): «L’ atteggiamento di Ryanair è gravissimo. Ce ne occuperemo noi». Giuliano Delrio (Trasporti): «Inaccettabile minacciare i lavoratori. Noi siamo per la massima libertà d’ impresa ma nel rispetto dei diritti dei lavoratori». Andrea Orlando (Giustizia): «Non può esserci sviluppo senza la libertà dei lavoratori. La nostra Costituzione vale anche per Ryanair». Carlo Calenda (Sviluppo economico): «Atto indegno. Non si può stare sul mercato, averne i vantaggi e non rispettarne le regole». «È ora di rivedere i contratti», tuona Luigi Di Maio (M5S): il sistema di Ryanair ormai «non è più competitivo». I SINDACATI mostrano i bicipiti. «L’ azienda riceve finanziamenti pubblici. Contro intimidazione e ricatto il governo faccia rispettare le leggi», pretende Susanna Camusso (Cgil). «Nessuna azienda può limitare il diritto di sciopero», ricorda Annamaria Furlan (Cisl). Anche il Garante degli scioperi, Giuseppe Santoro Passarelli, definisce la lettera di Ryanair «non conforme ai principi del nostro ordinamento». «Dopo quello che è successo, i piloti sono ancora più motivati», assicura Riccardo Canestrari, coordinatore nazionale Anpac, il sindacato dei piloti. Una dinamica chiara «in tutta Europa», dalla Germania alla stessa Irlanda. Lo sciopero di 4 ore indetto per domani, dalle 13 alle 17, punta a «un contratto collettivo unico che regoli i rapporti di lavoro di tutti i piloti e assistenti di volo Ryanair operanti sulle basi italiane, superando le tante disparità esistenti». Senza contare i rischi supplementari. «Il clima di minacce potrebbe inficiare la sicurezza dei voli», osserva Guido Veneziani per l’ Associazione nazionale piloti. Il Codacons invita il governo a provvedimenti drastici: «Trasporti ed Enac revochino o sospendano la licenza a Ryanair». Ma la compagnia irlandese conferma i suoi piani attaccando il ministro Calenda e i suoi commenti «deplorevoli perché inesatti». «I piloti Ryanair in Italia – recita la nota aziendale – godono di una serie di benefici che riguardano turni di lavoro e supplementi. Se i piloti dovessero scegliere di non trattare più direttamente con la compagnia (che offre un aumento salariale del 20% mentre Alitalia è in bancarotta), allora perderanno questi benefici». In ogni caso, meglio un tavolo «senza interferenze politiche», suggerisce Ryanair. Troppo tardi, a quanto pare.
giovanni rossi
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
