Fermata di corso Cairoli il Comune fa retromarcia
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fonte:
- La Provincia Pavese
di Stefania Prato PAVIA Dietro front dell’ amministrazione Depaoli sulla fermata di corso Cairoli. Che tornerà in piazza Emanuele Filiberto. L’ assessore alla mobilità Giuliano Ruffinazzi fa sapere che «si trattava di una sperimentazione». «La situazione era da tempo monitorata e i dati raccolti mostravano in effetti l’ esistenza di alcune criticità – spiega Ruffinazzi -. Abbiamo effettuato alcuni sopralluoghi con Line con cui sono state studiate le modifiche da mettere in campo per ripristinare la fermata precedente in piazza Emanuele Filiberto». Qui torneranno a passare le linee 3, 1, 23, 7, mentre gli utenti della linea 6 potranno contare su quella che si trova, sempre nel piazzale, ma sul lato della fontana. La modifica era stata decisa dall’ ex assessore Lazzari e l’ obiettivo, spiega Ruffinazzi, era quello concentrare in unico punto le fermate per più linee urbane, in modo da agevolare gli utenti, che ne avevano la necessità, nello scambio dei mezzi e anche per rendere più fluido il traffico in uscita dalla città, decongestionando via Tasso. «Ora in corso Cairoli si fermano anche i pullman della Pmt, ma non sappiamo che deciderà l’ azienda», dice l’ assessore, assicurando che, a breve, verrà eliminata la fermata contestata dagli utenti per la mancanza di una pensilina e di una panca, che invece verranno ripristinate nel piazzale. E contestata dai residenti che avevano anche raccolto circa 200 firme e che lamentano come, nelle ore di punta, il traffico vada quotidianamente in tilt. Per la mancanza di panche e di pensiline il Comune rischia ora di ricevere anche una diffida da Codacons, l’ associazione consumatori che avverte: «Siamo pronti a diffidare il Comune a cui chiediamo di mettere fine a questa inaccettabile situazione. Pensiline e panche sono necessarie e bisogna provvedervi in tempi stretti». Nelle intenzioni di Codacons, il provvedimento serve per allertare l’ ente comunale che l’ associazione è pronta ad andare per vie legali, rivolgendosi al giudice di pace o alla magistratura ordinaria. A segnalare il problema anche Adconsum. Il segretario Lorenzo Galbiati sottolinea però che «l’ assenza di pensiline è un problema che riguarda anche numerose altre fermate». E ricorda quelle di Lungoticino Visconti. «Il Comune dovrebbe mostrarsi sensibile nei confronti delle fasce più deboli della popolazione – dice la consigliera di minoranza Barbara Longo, forza Italia -. Se si vuole incentivare la mobilità sostenibile, bisogna dotare la città di servizi adeguati». «Va considerata la questione in modo generale». E Cristiano Maccabruni, Federconsumatori, dice: «Le associazioni consumatori, come prevede la normativa, dovrebbe essere coinvolta nel momento della stesura del contratto tra Comune e azienda, del controllo e della gestione dei servizi. Non coinvolgerci significa non tutelare gli utenti».
stefania prato
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