13 Dicembre 2017

Treni bloccati in Liguria La procura: «A rischio l’ incolumità delle persone»

GENOVA. Dopo la tempesta, l’ emergenza, i disagi gravissimi, si muove la magistratura. È il caos sui binari a determinare l’ intervento del procuratore della Repubblica di Genova Francesco Cozzi. «Quanto successo ai viaggiatori del treno Thello (bloccato domenica 4 ore sui Giovi, ndr) – dice il capo dei pm – e in generale agli altri viaggiatori è una cosa grave, si è verificata una situazione che poteva mettere a rischio l’ incolumità delle persone. Le Ferrovie dovevano provvedere prima. Appena arriverà l’ esposto valuteremo cosa fare e se ci sono gli estremi di un reato». Dichiarazioni alle quali le Fs reagiscono così: «Un’ inchiesta della magistratura porrà un’ autorità terza nelle condizioni di accertare quel che è accaduto, siamo pronti a spiegare tutto». Ai magistrati di varie procure arriveranno gli esposti di almeno due associazioni dei consumatori: il Codacons, che intende mettere in moto le indagini dei pm di Genova, Savona e La Spezia. E Assoutenti, che, sempre accusando le Fs di interruzione di pubblico servizio, si rivolgerà ai pm di Roma. Interrogativi sui disagi Tutto ruota attorno a un interrogativo: Rfi, società delle infrastrutture delle Fs, poteva fare di più per evitare una paralisi durata, sulla linee di valico liguri? Oppure – come sostiene l’ azienda- le circostanze erano talmente eccezionali da non poter essere gestite in altro modo? Sullo sfondo, indiscrezioni paiono inquadrare quantomeno una partenza ritardata: dei locomotori raschia ghiaccio, entrati in azione in forze lunedì. E degli speciali mezzi di servizio utilizzati per la prevenzione, spruzzando un liquido antigelo sui cavi di alimentazione, rimasti poi incapsulati per il gelicidio. Nei giorni scorsi questa azione preventiva è stata molto limitata: per assenza di mezzi, in dotazione ad altre regioni, e della materia prima – l’ antigelo – arrivato in quantità soltanto a emergenza rientrata. Comunicazione mancata Sui disservizi è tornato anche il presidente della Regione, Giovanni Toti. «Occorre che le Ferrovie diano una risposta più tempestiva nel futuro -ha spiegato – tra le lacune, devo dire, c’ è stata anche la comunicazione». Anche ieri, infatti, drappelli di passeggeri si sono trovati alla deriva nelle stazioni. L’ assessore ligure ai Trasporti, Gianni Berrino, è in attesa di una relazione di Rfi e Trenitalia. Su quel che è accaduto vuole vederci chiaro anche la Prote In tutto l’ evento si può stimare che siano caduti sul territorio ligure 776.287 metri cubi di acqua, un quantitativo sufficiente a riempire quasi 31 volte l’ invaso del Brugneto zione civile nazionale. Il capo, Angelo Borrelli, ha annunciato a Toti di voler convocare al più presto i vertici di Autostrade e delle Ferrovie per correggere quanto nei piani di emergenza delle due aziende non ha funzionato. Un’ irritazione, quella di Borrelli, alimentata anche dalle recenti rassicurazioni di Rfi, datate 20 novembre: in una lettera inviata al dipartimento di Roma l’ amministratore delegato Maurizio Gentile assicurava che la società era pronta ad affrontare la stagione invernale. Prima, però- la settimana prossima – le due società sono già state convocate dal prefetto di Genova Fiamma Spena. Autostrade per l’ Italia, che in Liguria gestisce A7, A26 e A12, spiega: «Sulle nostre tratte la situazione è sempre stata regolare, non ci sono stati particolari problemi». Un portavoce della Torino -Savona, rimasta a lungo completamente chiusa, racconta: «Il nostro impegno è stato massimo, abbiamo impiegato 150 uomini, 80 lame, 5 autobotti che hanno versato 550 mila litri di cloruro di calcio in 24 ore, un record, l’ 85 per cento delle nostre scorte. Ma il mix tra il gelicidio e alberi che “esplodevano” per il ghiaccio finendo sulla carreggiata ci hanno indotto, d’ accordo con la Stradale, a chiudere lo stesso l’ autostrada. Mancavano le minime condizioni di sicurezza». Molto complicata, nelle ore dell’ emergenza, anche la situazione dell’ elettricità: i black out hanno coinvolto 13 mila abitazioni. Nella serata di ieri il numero si è ridotto a 1.900, dopo l’ intervento di 350 tecnici di E -Distribuzione e l’ utilizzo di 70 gruppi elettrogeni. I disagi rimangono, in provincia di Genova, per 1050 utenze, tra Borzonasca, Isola del Cantone, Lu marzo, Neirone. A Masone la corrente è tornata ieri sera. Nel Savonese 850 case senza luce, con le maggiori criticità a Calizzano e Urbe. Litorale devastato Dopo l’ emergenza, inizia ora la conta dei danni. Nel Tigullio la mareggiata ha spazzato via il mercato del pesce a Chiavari. Il vento ha sradicato una quercia tra le più longeve della Liguria a Carpenissone, frazione di San Colombano Certenoli, piantumata nel 1500. Danni seri al litorale a Riva Trigoso; a Santa Margherita la mareggiata ha danneggiato la passeggiata sulla diga. A Portofino il mare è arrivato in Piazzetta. Nel Savonese, a Celle, le ondate hanno allagato il centro storico, alcuni stabilimenti balneari sono stati spazzati via. A Vado un tratto del lungomare non esiste più, dopo il crollo delle fondamenta della passeggiata. Anche in provincia di Imperia l’ emergenza è costata cara soprattutto agli stabilimenti balneari. Danni anche a Genova. A Boccadasse le super onde hanno strappato le mattonelle ros Bussana, bagni distrutti se delle storiche creuze del borgo. A Nervi, sulla passeggiata a mare, crolli di muraglioni e pali della luce abbattuti. Dei Bagni Medusa resta poco o nulla. Devastata la spiaggia di Voltri, dove il mare ha sfondato il terrapieno della società di Salvamento, in ginocchio anche la passeggiata. L’ Aurelia, tra Vol trie Arenzano, è crollata.Disagi per il ghiaccio in tutto l’ hinterland. Nello Spezzino la spiaggia di Marinella è completamente sepolta dalla legna.
roberto sculli

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