12 Dicembre 2017

Treni “congelati” Pendolari infuriati “Il piano neve non esiste più”

Trenitalia si giustifica: “Il gelicidio è istantaneo” Ma le associazioni replicano: “Errori tecnici, bus sostitutivi last minute, scarsa assistenza” Che fine ha fatto il piano neve? Com’ è possibile che decine di collegamenti siano stati soppressi per il gelo e i passeggeri rimasti nel limbo, tra cancellazioni e bus sostitutivi last minute che in pochissimi sono riusciti a prendere? Se lo chiedono migliaia di pendolari liguri per cui l’ allerta si è trasformata in un’ odissea. Una corsa a ostacoli, per raggiungere il posto di lavoro e riuscire a tornare a casa, che in Liguria va avanti da domenica sera con i 400 passeggeri del Thello partiti da Milano e rimasti bloccati per quattro ore a Piano Orizzontale, in una emergenza caratterizzata da carrozze fredde e la necessità di trasferirsi tutti negli unici vagoni rimasti riscaldati. Un pomeriggio da incubo per queste persone che viaggiavano sulla linea appenninica essendo partiti da Milano con destinazione Marsiglia. « Quella che poi si è rivelata essere soltanto la punta dell’ iceberg di un sistema che ha fatto acqua da tutte le parti – spiega senza troppi giri di parole Enrico Pallavicini per Assoutenti – Come si fa a parlare di piano neve se poi i collegamenti vengono cancellati uno dopo l’ altro? Senza dimenticare che i viaggiatori sono stati letteralmente abbandonati a se stessi almeno fino a lunedì mattina”. La Liguria, insieme al Piemonte, è stata la regione più colpita dal fenomeno del gelicidio con i collegamenti sospesi per tutta la giornata di ieri sulla Genova – Acqui e la Genova- Busalla- Arquata, ritardi e cancellazioni dei treni diretti a Milano e Torino e problemi sulla Parma – La Spezia. Una situazione al limite, secondo l’ associazione dei consumatori, che ha già inviato una lettera ai vertici di Rfi e Trenitalia e all’ assessore regionale ai Trasporti Gianni Berrino per avere chiarimenti su quello che è successo nelle ultime ore e trovare soluzioni condivise per evitare di ritrovarsi nella stessa situazione con la prossima allerta meteo. In particolare Assoutenti e il comitato pendolare confederato chiedono che fine ha fatto il piano neve di Trenitalia e Rfi che avrebbe dovuto garantire comunque la circolazione di alcuni convogli. ” Come mai l’ intervento dei locomotori per scongiurare il rischio ghiaccio sui cavi questa volta non ha funzionato? – rilancia Pallavicini – Ci siamo trovati in condizioni ben peggiori di queste, con temperature che avevano raggiunto i – 8 gradi e 25 centimetri di neve eppure i treni avevano continuato a circolare”. E proprio su questo punto arriva la replica di Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi. ” Quello del gelicidio è, purtroppo, un fenomeno che si presenta improvvisamente per questo complicato da prevenire – spiega – L’ acqua congela istantaneamente, fa dei ghiaccioli sulla linea di contatto i treni elettrici non riescono a captare la corrente”. Ma le associazioni pendolari denunciano anche la mancanza di assistenza ai viaggiatori. ” Quello che è accaduto sul Thello diretto a Nizza domenica scorsa è un episodio da Terzo Mondo – rilanciano i comitati – Ma è altrettanto grave il fatto che il servizio di assistenza ai viaggiatori sui regionali sia attivo dal lunedì al venerdì e domenica, nonostante l’ allerta non fosse disponibile neppure un numero verde. Fino a qualche anno fa esisteva una rete di assistenza con un referente che contattava le associazioni in caso di emergenza, rete che é stata via via smantellata”. Disagi che alla fine hanno pagato soprattutto coloro che rientravano dal ponte domenica sera e i pendolari. La sospensione dei collegamenti verso Arquata e Acqui è arrivata ufficialmente domenica alle 23 ma nelle mail delle associazioni è comparsa solo lunedì mattina alle 6. ” Con molti viaggiatori giá in stazione e un servizio sostitutivo che avrebbe dovuto limitare i disagi e invece ha complicato ancora di più la situazione – conclude Pallavicini -. Prima la comunicazione di Trenitalia che non ci sarebbero stati bus poi invece qualche corsa è partita, con preavviso last minute e variazioni sul percorso tanto che molti pullman hanno viaggiato quasi vuoti “. E sulla vicenda dei 400 passeggeri rimasti bloccati domenica sui Giovi per più di quattro ore alla stazione è intervenuto anche il Codacons che ha già annunciato un’ azione legale contro Trenitalia se non sarà previsto un risarcimento per i viaggiatori, mentre sul piano dei rimborsi sono state già previste misure straordinarie. Trenitalia fa sapere che sarà riconosciuto il rimborso integrale del biglietto ( non la sola indennità del 50% prevista dalla normativa europea ) a tutti i viaggiatori dei treni giunti a destinazione con ritardi superiori alle tre ore per le interruzioni della circolazione ferroviaria causate dal gelicidio (Le modalità per ricevere l’ indennità, anche per i treni regionali sono pubblicate sul sito). © RIPRODUZIONE RISERVATA

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