12 Dicembre 2017

Legge elettorale al vaglio della Consulta

 

Il padre della legge, Ettore Rosato, si dice «tranquillo al 101%» sull’ esito del ricorso sul Rosatellum che la Corte Costituzionale è chiamata a esaminare. «La mia legge elettorale ha scontentato tutti ma è stata la legge più votata di sempre nella Storia della Repubblica italiana», dichiara il capogruppo Pd alla Camera ospite di «Un Giorno da Pecora». Sotto il faro della Consulta oggi pomeriggio a partire dalle 16 ci saranno quattro ricorsi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato. Due in realtà riguardano l’ Italicum, due il Rosatellum. Ma il problema alla base è lo stesso: l’ approvazione con il ricorso al voto di fiducia. A promuovere le azioni il Codacons, alcuni parlamentari e i capigruppo dei Cinquestelle a Camera e Senato. Questo rappresenta una novità, perché la Corte – che per il momento deve valutare non le questioni legate all’ iter della legge, ma se i conflitti siano ammissibili – deve in prima istanza stabilire se singoli parlamentari possono configurarsi come poteri dello Stato. I ricorrenti e i legali che li sostengono ne sono convinti. Perché, dicono, «ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione» dal momento che «la Costituzione italiana afferma che la sovranità appartiene, e non promana o discende, dal popolo». Quindi, «il corpo elettorale è un potere dello Stato». E senza una pronuncia, «potremmo ritrovarci di nuovo nella situazione di andare a votare con una legge incostituzionale e di avere così un Parlamento eletto attraverso un meccanismo illegittimo». Un film già visto.

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