12 Dicembre 2017

No Pedemontana un esposto con 1500 firme

depositato ieri in procura a venezia da comitati e codacons
SPRESIANO Un esposto alla Procura di Venezia per denunciare presunte illegittimità ambientali ed economiche, ma soprattutto le ripercussioni sociali, della Pedemontana Veneta. A depositarlo, ieri al Palazzo di giustizia di piazzale Roma Venezia, i leader del Comitato No Pedemontana della Provincia di Treviso che, con il sostegno dell’ associazione Spresiano in Comune, ha raccolto più di 1500 firme a sostegno dell’ iniziativa. Un’ opera di sensibilizzazione e di battaglia alla quale ha aderito anche il Codacons, ieri rappresentato dal presidente regionale, Franco Conte. LE CONTESTAZIONI Nell’ esposto il Comitato lamenta che l’ opera è antiecologica, degrada ulteriormente il nostro territorio, consumando ettari di suolo, impattando su aree protette e inquinando in maniera irreversibile un vasta porzione del trevigiano e del vicentino. Ma soprattutto denuncia che, per sostenere il progetto della Pedemontana sarebbe stata utilizzata in modo illegittimo la decretazione d’ emergenza. Ma non solo. sarebbero state alterate le stime di traffico, giungendo a giustificare il tutto mettendo in campo l’ utilità strategica dell’ opera. «Bisogna fermare – è la parola d’ ordine del Comitato – quest’ opera devastante e inutile. Salviamo la nostra terra, contro la devastazione e il saccheggio», hanno dichiarato i rappresentanti del Comitato. IN CAMPO ZANONI A Venezia c’ era anche il consigliere regionale del Pd Andrea Zanoni, da sempre paladino delle battaglie conto lo sfruttamento del territorio. «Ho incontrato il procuratore di Venezia Bruno Cherchi – ha puntualizzato Zanoni – sulla questione della Pedemontana Veneta. Ho accompagnato i Comitati Salviamo il paesaggio, l’ associazione Ecofilosofica, e difendiamo i territori, Italia Nostra, Wwf e il Codacons . Nell’ occasione sono state depositate – puntualizza il consigliere regionale – le 1500 firme a sostegno dell’ esposto relativo al project financing della Superstrada Pedemontana Veneta. L’ OBIETTIVO Secondo Zanoni è necessario che, dopo la Corte dei Conti di Roma e l’ Autorità nazionale anticorruzione, anche la magistratura indaghi su un’ opera che «Rischia – chiarisce in conclusione Zanoni -di mettere in ginocchio i conti dell’ intera regione Veneto». Ora bisognerà attendere le scelte della Procura per capire se riterrà opportuno approfondire i temi messi sul piatto dall’ esposto dei 1500 cittadini. E intanto i mal di pancia sull’ opera, soprattutto da parte degli espropriati, continuano ad essere forti. Mal di pancia che, in passato, portarono anche a manifestazione di protesta forti. © riproduzione riservata.

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